CBD antidolorifico: come agisce, effetti e la normativa in Italia

Dal mal di testa all’artrite, il dolore cronico colpisce un italiano su quattro. A offrire una promettente soluzione sono i preparati a base di CBD, uno dei principi attivi della canapa.

di Redazione

30 Giugno 2021

I suoi usi medici sono ormai consolidati, ma sulla cannabis sativa circola non sempre vige una conoscenza chiara e corretta sull’efficacia per i più comuni disturbi di origine infiammatoria. Per sgombrare il campo da equivoci e falsi miti, cerchiamo di fare chiarezza su uno dei suoi impieghi più promettenti: quello del CBD come antidolorifico.

cbd antidolorifico El Roi / 123rf.com

 

THC e CBD, che differenza c’è?

La cannabis sativa, pianta dalla storia millenaria, deve le sue proprietà a due principi attivi. Il più abbondante è il tetraidrocannabinolo (THC), capace di collegarsi ai recettori del cervello e dell’apparato digerente innescando uno stato di alterazione mentale e picco dell’appetito (da qui il suo uso come droga leggera). Il secondo per concentrazione è il cannabidiolo (CBD) che possiede notevoli proprietà rilassanti, antinfiammatorie e antidolorifiche senza provocare
assuefazione.

 

Un aiuto naturale per affrontare il dolore

Avere a disposizione un antidolorifico naturale ed efficace potrebbe davvero fare la differenza per una larghissima fetta della popolazione. Per la precisione, per quel 25% degli italiani che – secondo alcuni studi – è alle prese con il dolore cronico. La sua durata media è di sette anni ma a volte perdura per tutta la vita. Le motivazioni? Innumerevoli: dalle malattie oncologiche a quelle osteoarticolari, dalla nevralgia del trigemino alla cervicale. Senza dimenticare il mal di testa, di cui il 51% degli italiani soffre in forma acuta e il 4% in forma cronica, oltre a un 14% alle prese con l’emicrania. Senza dubbio fa pensare il fatto che un malato su tre stringa i denti per mesi, o addirittura per anni, prima di rivolgersi a un medico.

 

CBD come antidolorifico, risultati incoraggianti

Sulla sicurezza del CBD l’Organizzazione mondiale della sanità sembra avere ben pochi dubbi, avendo messo nero su bianco che “ad oggi non c’è evidenza di problemi per la salute pubblica associati all’uso di CBD puro”. Che dire, invece, dell’efficacia come antidolorifico? Come spesso accade, la scienza non ci risponde con un “sì” o un “no” netto bensì con una serie di test clinici che giungono a conclusioni diversificate.

 

Ne sono stati condotti, con risultati incoraggianti, su ridotti campioni di persone malate di sclerosi multipla, fibromialgia e sottoposte a un trapianto di rene. È parso invece meno incisivo sulla riduzione del dolore cronico generalizzato, pur migliorando la qualità della vita e del sonno. Anche i test sugli animali hanno mostrato la sua capacità di lenire gli stati dolorosi e infiammatori dovuti all’artrite, ma – fa notare un approfondimento dell’università di Harvard – andrebbero
confermati da nuovi studi sugli esseri umani.

 

Come assumere correttamente il CBD

A distinguersi per le sue proprietà antidolorifiche, antinfiammatorie e analgesiche è soprattutto l’olio di CBD. Basta assumere poche gocce al giorno tenendole per un paio di minuti sotto la lingua prima di ingoiarle; la dose precisa va calibrata sulla base del peso e delle caratteristiche del soggetto.

 

Prima di provare, però, è bene seguire alcuni semplici accorgimenti. Primo fra tutti, quello di rivolgersi esclusivamente a rivenditori autorizzati e specializzati. Così facendo, ci si tiene alla larga da quelle brutte sorprese (scarsa qualità, eccipienti “dubbi”, informazioni in etichetta non veritiere…) che preoccupano alcuni esperti. Anche in gravidanza la prudenza non è mai troppa e i prodotti a base di cannabis andrebbero evitati, alla pari della stragrande maggioranza dei farmaci.

 

Cbd e prodotti autorizzati in Italia

La domanda sorge spontanea: tutto questo sarà legale? Anche in Italia? Visto che le informazioni in merito sono spesso intricate, è bene fare alcuni distinguo. La cannabis per uso terapeutico, contenente THC e CBD, può essere prescritta dai medici fin dal 2006 per qualsiasi patologia.

 

Una grossa novità è arrivata con l’entrata in vigore della legge n. 242 del 22 dicembre 2016 che dà il via libera alla cosiddetta cannabis light, cioè quella con una concentrazione di THC inferiore allo 0,2%. In questa categoria rientrano proprio olio di CBD, integratori, capsule e tanti altri prodotti che, senza avere azione psicoattiva, possono dare giovamento per piccoli e grandi disturbi. Dolore compreso.



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