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Punta del cono gelato: perché non dovremmo mangiarla

Perché non dovremmo mangiare la punta del cono gelato ripiena di cioccolato? Secondo un professore, questo piccolo “peccato di gola” sarebbe poco salutare.

di Maria Corbisiero

05 Agosto 2020





Avete presente la punta del cono gelato, quella deliziosa e croccante cialda ripiena di squisito cioccolato che attrae golosi e non?

Secondo un professore di chimica inorganica e catalisi non dovrebbe essere mangiata in quanto poco salutare. A renderla tale sarebbe il punto di fusione del cioccolato.

 

Punta del cono gelato: perché non dovremmo mangiarla

Punta del cono gelato: perché non dovremmo mangiarla – Fonte immagini 123rf.com con licenza d’uso


 

Perché non dovremmo mangiare la punta del cono gelato.

 

In estate si è sempre alla ricerca di cibi freschi che aiutino a combattere la calura estiva e il gelato è uno di questi. Oltre a rinfrescare il palato, la sua dolcezza diventa una vera e propria “coccola” per i golosi e non, ancor più se parliamo della punta del cono gelato, quella ripiena di irresistibile cioccolato.

Eppure c’è chi sostiene che non andrebbe mangiata perché non propriamente salubre.

 

A sostenere tale tesi è il professor Bert Weckhuysen, insegnante di chimica inorganica e catalisi all’Università di Utrecht (Paesi Bassi).

Nel 2016 Weckhuysen ha realizzato un ciclo di 5 lezioni, tutte videoregistrate e successivamente pubblicate sul canale Youtube “Universiteit van Nederland”, per rispondere ad alcuni diffusi quesiti. Tra questi, come già anticipato, vi era “Perché è meglio non mangiare la punta del cono gelato?“.

 

Per chiarire il motivo è necessario fare prima una distinzione tra acidi grassi insaturi, i così detti “grassi buoni”, e gli acidi grassi saturi.

 

A seconda della loro struttura chimica, i grassi, utilizzati dal nostro organismo per conservare energie, si dividono per l’appunto in:

 



  • Grassi saturi: hanno una struttura molecolare costituita da legami singoli e si presentano in forma solida, ne è un esempio il panetto di burro. Se consumati in modo eccessivo, possono risultare dannosi per l’organismo in quanto provocano l’aumento dei livelli di colesterolo nel sangue, contribuendo ad aumentare il rischio di malattie cardio-vascolari. I grassi saturi si trovano nelle carni rosse, negli insaccati, negli oli vegetali (olio di palma o cocco), nei prodotti caseari ed in molti prodotti industriali come snack e merendine confezionate;
  • Grassi insaturi: hanno una struttura molecolare rappresentata da un doppio legame e si presentano in forma liquida, pur non escludendone la presenza in alcuni cibi solidi. Sono considerati grassi buoni perché fanno bene all’organismo in quanto stimolano la produzione di colesterolo buono. I grassi insaturi sono presenti nell’olio (soprattutto l’extra vergine di oliva), nei pesci ricchi di omega-3, nella frutta secca (mandorle, noci, arachidi, ecc.).

 

Nel corso della sua lezione (il video, in olandese, è visibile in calce a questo articolo), il professor Weckhuysen spiega che, al fine di rendere non troppo liquido ne troppo solido il cioccolato presente nella punta del cono gelato, viene modificato il punto di fusione del cioccolato stesso.

 

Questo procedimento industriale, denominato idrogenazione, permette di saturare, seppur in modo parziale, gli acidi grassi insaturi. In breve questo processo chimico trasforma i grassi buoni in acidi grassi trans, sostanze ritenute potenzialmente dannose per la salute.

Ovviamente non sarà un’unica punta del cono gelato mangiata a farci stare male o a danneggiare il nostro organismo, lo scopo del video non è quello di demonizzare quel singolo pezzettino.

 

Lo scopo ultimo infatti era porre l’attenzione sui procedimenti industriali che modificano la struttura dei grassi e sull’eccessivo consumo di grassi saturi e grassi insaturi trans presenti in molti alimenti che siamo soliti consumare durante la giornata.

In conclusione: è sempre importante fare attenzione a ciò che si mangia, evitando di eccedere nel consumo di alimenti non propriamente salubri.

 

 
 

Fonte: AD.nl

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