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Allergie alimentari: diagnosi e cura

Le allergie alimentari sono diverse,  di varia natura e variabili sia come localizzazione che come intensità. La sintomatologia coinvolge, in prevalenza, l’apparato gastrointestinale,  il sistema respiratorio e, non per ultima, la cute. Le manifestazioni possono essere abbastanza variabili fino a giungere in casi estremi, ma fortunatamente abbastanza rari, lo shock  anafilattico, ...

di Daniele Lisi

07 Ottobre 2011

intolleranze alimentari
Le allergie alimentari sono diverse,  di varia natura e variabili sia come localizzazione che come intensità. La sintomatologia coinvolge, in prevalenza, l’apparato gastrointestinale,  il sistema respiratorio e, non per ultima, la cute.
Le manifestazioni possono essere abbastanza variabili fino a giungere in casi estremi, ma fortunatamente abbastanza rari, lo shock  anafilattico, in presenza del quale, se non si interviene tempestivamente, il soggetto interessato può rischiare anche di morire.

I segnali di una allergia alimentare, che fortunatamente nella maggior parte dei casi non  raggiunge nemmeno lontanamente la gravità di uno shock anafilattico, si manifestano solitamente entro un’ora dall’assunzione  della sostanza allergizzante, a volte anche entro pochi minuti.
In seguito all’assunzione di una sostanza allergica, i mastociti che sono particolarmente abbondanti  nel tratto gastrointestinale, naso, pelle, gola e polmoni,  interagiscono con le IgE (immunoglobuline E associate alle reazioni allergiche) e rilasciano istamina, che è una molecola associata a molte manifestazioni allergiche.

Solitamente le reazioni allergiche di origine alimentare sono per lo più fastidiose e, più frequentemente, riguardano l’apparato gastro-intestinale (70% dei casi),  disturbi cutanei (14% dei casi) e disturbi respiratori (6% dei casi).
Alcuni tipi di allergie, fortunatamente poco diffuse, sono molto pericolose e possono essere scatenate anche da una quantità minima di alimento come, ad esempio, l’allergia ai crostacei che può portare anche allo shock anafilattico, o alle fragole.
allergieLa diagnosi di una allergia alimentare oggi è facilitata dalla disponibilità di numerosi e sempre più recenti test diagnostici. Tuttavia, una prima valutazione va effettuata facendo una accurata anamnesi del paziente da esaminare, per rilevare eventuali  casi di sensibilità a determinati alimenti o sostanze in famiglia.

Dopo aver effettuato, quindi, l’anamnesi, si potrà passare ai normali test clinici che, per lo più, sono rappresentati, almeno inizialmente, da test cutanei che prevedono la somministrazione sottocutanea di antigeni di diversa natura. Una volta individuato l’alimento responsabile dell’allergia, è possibile passare a altri test, per lo più in vitro, come il RAST o l’ELISA, per scoprire quali sono i frammenti proteici responsabili della manifestazione  allergica.

Si tenga presente che a volte può anche capitare di incontrare delle difficoltà a determinare l’allergene responsabile, in  quanto come sempre più spesso si sta verificando, alcuni soggetti possono essere lievemente allergici a più sostanze contemporaneamente, per cui la loro individuazione risulta difficoltosa.  Altra evenienza possibile è che un soggetto possa essere allergico ad un alimento crudo ma non allo stesso dopo la cottura, questo perché molti allergeni, essendo di natura proteica, possono venire inattivati dal calore e, parimenti, le stesse difficoltà si possono incontrare in presenza di alimenti complessi che possono quindi complicare la diagnosi.

Comunque, una volta identificato l’alimento responsabile, è necessario eliminarlo completamente dalla dieta, cosa che in fondo si rende assolutamente necessaria, soprattutto in presenza di una allergia severa.
L’eliminazione dalla dieta, del resto, è di fatto anche la prima e, il più delle volte, la sola terapia possibile. Tuttavia, questa esclusione, in caso di bambini piccoli, potrebbe anche non essere definitiva, in quanto non è per nulla raro che, con il passare degli anni, la situazione possa subire delle modifiche sostanziali, nel senso che l’allergia potrebbe anche scomparire.
Nei casi più gravi, quelli che potrebbero portare allo shock anafilattico, il medico curante potrebbe anche prescrivere l’epinefrina iniettabile, da portare sempre con se per  poter  fronteggiare una crisi allergica severa, in caso si entrasse inavvertitamente a contatto con l’allergene.

prick-test

Test sottocutaneo per la determinazione dell'allergene.

Nella maggior parte dei casi, ovvero quelli che riguardano le allergie con basso grado di pericolosità, o meglio, le allergie lievi, la reazione allergica può essere tranquillamente controllata anche con gli antistaminici, da assumersi dopo essere entrati a contatto con l’allergene.
Quindi, le precauzioni da prendere nel caso di allergia ad un determinato alimento, sono quelle di controllare sempre con molta attenzione, le etichette di tutti gli alimenti complessi che potrebbero contenere quel componente al quale si è sensibili.

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