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Tubercolosi: una cura dallo zinco

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); La tubercolosi o tisi è una malattia infettiva causata da micobatteri, in particolare dal Mycobacterium tuberculosis, chiamato anche Bacillo di Koch. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori francesi, pubblicato sulla rivista “Cell Host & Microbe“, sembra aver fatto dei passi avanti nello lotta contro questa ...

di Daniela Bella

01 Ottobre 2011





La tubercolosi o tisi è una malattia infettiva causata da micobatteri, in particolare dal Mycobacterium tuberculosis, chiamato anche Bacillo di Koch.

Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori francesi, pubblicato sulla rivista “Cell Host & Microbe“, sembra aver fatto dei passi avanti nello lotta contro questa malattia.

La cura, a quanto pare, verrebbe dallo zinco. Il nostro sistema immunitario, per distruggere i batteri, infatti, li priva di nutrienti essenziali come i metalli pesanti, tra cui il ferro.

Questo studio, però, ha dimostrato che è possibile muoversi anche nella direzione opposta, per cui le cellule del sistema immunitario sarebbero in grado di mobilitare riserve di metalli pesanti, in particolare di zinco, per avvelenare i microbi.



Al momento sono stati individuati due microrganismi che possono essere colpiti da questo processo: il Mycobacterium tuberculosis, causa appunto della tubercolosi, e il batterio l’E-Coli.

I ricercatori  hanno notato che nelle cellule del sistema immunitario che si nutrivano di Mycobacterium tuberculosis o E-Coli vi era un accumulo rapido e continuo di zinco.

Inoltre, sulla superficie dei microrganismi venivano prodotte numerose proteine, il cui compito era quello di smaltire in modo efficace i metalli pesanti agendo da “pompe”.

Ciò significa che, così facendo, nelle cellule del sistema immunitario i batteri vengono esposti a quantità potenzialmente tossiche di zinco e, per difendersi dall’intossicazione, provavano a sintetizzare queste proteine.

Bloccando queste “pompe”, i ricercatori hanno scoperto che Mycobacterium tuberculosis ed E-Coli diventano più deboli e, pertanto, possono essere facilmente attaccabili dalle cellule del sistema immunitario.

Insomma, si tratta di una scoperta di non poco conto, che potrebbe aprire nuove strade verso terapie e vaccini volti a contrastare questo tipo di malattie.

 

 

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