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Andare in bicicletta in città può essere dannoso per i polmoni

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); Andare in bicicletta in città può essere dannoso per i polmoni per colpa dei tanti veleni che si respirano. Lo dimostra una nuova ricerca condotta nel Regno Unito dal professor Jonathan Grigg da Barts e della London School of Medicine, i cui risultati sono stati presentati domenica ...

di Daniele Lisi

27 Settembre 2011





bicicletteAndare in bicicletta in città può essere dannoso per i polmoni per colpa dei tanti veleni che si respirano.
Lo dimostra una nuova ricerca condotta nel Regno Unito dal professor Jonathan Grigg da Barts e della London School of Medicine, i cui risultati sono stati presentati domenica scorsa in un congresso e, precisamente allo European Respiratory Society Congresso annuale ad Amsterdam.

Questi risultati mettono in evidenza che i pendolari che regolarmente percorrono in bicicletta le grandi città del Nord Europa, come Londra per esempio, per andare al lavoro, inalano più carbonio rispetto  a quanto ne possono inalare i pedoni e questo può causare gravi danni ai polmoni, e non solo.
Ovviamente stiamo parlando delle città del Nord Europa, in particolare, ma vi sono anche molte città del Nord del nostro Paese dove è diffusa l’abitudine di andare al lavoro, o anche  scuola, in bicicletta.
Questo dipende anche dalla conformazione orografica delle città, in quanto il fatto di usare la bici anche per gli spostamenti quotidiani, è una cosa possibile nelle città fondamentalmente pianeggianti, mentre in quelle dove le differenze altimetriche sono significative, è una abitudine che non si è potuta consolidare.

Basti pensare a città come Genova o Napoli, per esempio, dove vi sono differenze di altitudine, tra lungomare e parte più interna della città, o meglio, zona collinare, anche di alcune centinaia di metri.
La differenza tra ciclisti e pedoni di quantità di sostanze inquinanti inalate è dovuta al semplice fatto che, in bicicletta, non solo ci si muove più velocemente ma si tende ad avere una frequenza respiratoria  più alta, e questo fa si che la quantità di aria inalata sia maggiore. E non solo.

bicicletta

Pedalando in bicicletta ....... nello smog!

Andando in bicicletta, si è molto più vicini ai tubi di scarico delle automobili rispetto ad un pedone.
Questa ultima considerazione è da tener presente anche quando si passeggia, nelle grandi città, con i propri figli nel passeggino, che diventa di fatto una vera e propria camera a gas per gli incolpevoli bimbi che si trovano proprio al livello dei tubi di scarico delle automobili.



A causa della combustione di combustibili fossili, ci sono grandi quantità di particelle di nerofumo (fuliggine) nell’aria, che possono finire nei polmoni della gente quando lo si respira, sia che si vada a piedi che in bicicletta. Sempre più spesso gli studi hanno dimostrato che l’inalazione di particelle di carbonio nero può incidere sulla salute e portare ad una funzione polmonare ridotta e a problemi cardiocircolatori di una certa gravità, fino a giungere a veri e propri attacchi di cuore.
La ricerca è stata condotta su di un numero esiguo di volontari non fumatori, di età compresa tra i 18 e i 40 anni, divisi tra ciclisti e pedoni. Sono stati campionati i macrofagi delle vie aeree, quelle cellule del sistema immunitario che si trovano sulla superficie delle vie aeree inferiori il deputate all’eliminazione, o meglio, a filtrare le sostanze estranee.

I risultati hanno dimostrato che i ciclisti avevano 2,3 volte più nero di carbonio nei polmoni rispetto ai pedoni. I risultati sono stati statisticamente significativi (la probabilità che questo risultato potesse  essere del tutto casuale era meno di 1 su 100).
I risultati di questo studio hanno dimostrato che utilizzare per i propri spostamenti la bicicletta in una grande città europea aumenta l’esposizione al nerofumo.

gas di scarico

Una vera camera a gas per i bambini nel passeggino

Questo è una contraddizione, in un certo senso, soprattutto se si considera il fatto che, nelle grandi città, si cerca di favorire il trasporto pubblico o un sistema di mobilità alternativo.

Le grandi città moderne sono ormai arrivate al collasso, per quanto riguarda la viabilità, e questo ha determinato un netto peggioramento della qualità dell’aria.
Fin quando si continueranno ad usare questi combustibili, non vi saranno vie d’uscita se non quella di abolire completamente il traffico privato nelle grandi aree urbane. Ma questo presuppone un servizio di trasporto pubblico efficiente, tale da soddisfare tutte le esigenze. Ma questa  è un’altra storia.

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