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Un ormone prevede rischio di mortalità e dialisi in pazienti con malattie renali

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); I ricercatori della School of Medicine (Colorado), hanno fatto un’importante scoperta, identificando un ormone in grado di anticipare informazioni circa la salute dei pazienti con problemi renali. Dalle concentrazioni plasmatiche di questa sostanza si potrà capire quali malati svilupperanno problemi cardiaci, quali avranno bisogno della dialisi e ...

di Raffaela

19 Settembre 2011





I ricercatori della School of Medicine (Colorado), hanno fatto un’importante scoperta, identificando un ormone in grado di anticipare informazioni circa la salute dei pazienti con problemi renali.

Dalle concentrazioni plasmatiche di questa sostanza si potrà capire quali malati svilupperanno problemi cardiaci, quali avranno bisogno della dialisi e quali hanno un levato rischio di morte prematura. Stiamo parlando dell’ormone denominato FGF-23, fattore di crescita dei fibroblasti 23.



Il team della School of Medicine ha esaminato il plasma sanguigno di alcuni pazienti con malattie renali in stato avanzato, riscontrando una connessione tra i livelli del FGF-23 e la ridotta funzionalità renale. Nello specifico, quest’ormone è un importante rilevatore della quantità di fosforo nel nostro corpo: se questo non viene eliminato dal rene i livelli di FGF-23 aumentano segnalando che l’organo non funziona come dovrebbe.

Il docente di nefrologia dell’Università del Colorado, Michel Chonchol ha dichiarato:

Questa scoperta ci permette di predire i pazienti a rischio prima della richiesta stessa della dialisi. Questo è fondamentale perché circa il 23 per cento dei pazienti in dialisi muore nel primo anno”.

Secondo gli esperti è importante misurare le concentrazioni di FGF-23 anche quando la funzionalità renale si riduce del 30-40% rispetto al normale. Si sapeva già che le concentrazioni di fosforo subiscono un incremento quando il rene non è più efficiente. Con questa ricerca si aggiunge un importante tassello, come sottolineato da Michel Chonchol, che dice:

Ora sappiamo che prima che aumentino i livelli di fosforo, quelli di FGF-23 sono gia’ incrementati. Questo vuol dire che abbiamo a disposizione un indicatore fondamentale per cercare, un marcatore che potrebbe salvare vite umane.”

 

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