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Scoperto il gene dell’ottimismo

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); E’ stato identificato per la prima volta un gene dell’ottimismo, dell’autostima e, nei fatti, della padronanza della propria vita, che aiuta a risolvere problemi psicologici e ad affrontare bene lo stress e la depressione. La ricerca è stata portata avanti dal dott. Shelley E. Taylor, un insigne ...

di Daniele Lisi

17 Settembre 2011





ottimismoE’ stato identificato per la prima volta un gene dell’ottimismo, dell’autostima e, nei fatti, della padronanza della propria vita, che aiuta a risolvere problemi psicologici e ad affrontare bene lo stress e la depressione.
La ricerca è stata portata avanti dal dott. Shelley E. Taylor, un insigne professore di psicologia presso la UCLA e i risultati sono attualmente disponibili nell’edizione online della rivista Proceedings of National Academy of Sciences (PNAS).

Il dott. Taylor ei suoi colleghi hanno identificato il gene del recettore dell’ossitocina (OXTR),  un ormone che aumenta in risposta allo stress ed è associato a buone abilità sociali, come l’empatia e godere della compagnia degli altri.
Il gene del recettore dell’ossitocina ha due versioni:, una A(adenina) e una variante G(guanina). Diversi studi hanno suggerito che le persone con almeno una variante A hanno una maggiore sensibilità allo stress,  una minore capacità di sviluppare buoni rapporti sociali e, in complesso, una salute mentale più debole, intesa come sensibile allo stress e, quindi, alla depressione.

Ottimismo

Ottimismo

I ricercatori hanno scoperto che le persone che hanno due  A nucleotidi o una A e una G in questa posizione specifica del gene del recettore dell’ossitocina, hanno livelli notevolmente più bassi di ottimismo, di autostima e di padronanza della propria esistenza, unita  a livelli significativamente più alti di sintomi di depressione, rispetto ai soggetti con  due G nucleotidi.
A volte le persone sono scettiche sul fatto che i geni possano far prevedere qualsiasi tipo di comportamento o lo stato psicologico, anche se però non lo determinano. Invece la ricerca ha dimostrato esattamente il contrario.
Alcune persone pensano che i geni rappresentino il destino di ciascuno di noi, che in un certo senso la vita delle persone sia già in buona sostanza scritta, e che se si ha un gene specifico, allora si avrà un esito particolare.



Questo non è assolutamente vero.  Il gene in questione  è un fattore che influenza le risorse psicologiche e la depressione, ma non può determinare o prevedere l’influenza che possono avere  i fattori ambientali. Un’infanzia felice, le buone relazioni, amici e anche altri geni giocano un ruolo nello sviluppo delle risorse psicologiche, e questi fattori svolgono un ruolo molto importante nei problemi di depressione.
Secondo gli autori della ricerca, l’espressione dei geni non è sempre stabile. La stabilità e l’immutabilità di quanto determinano i geni è rappresentato dalle caratteristiche somatiche, per esempio, o da una particolare malattia o dall’essere portatore di determinati fattori di rischio, ma per quanto riguarda la depressione, per esempio, questa si che è variabile, in quanto vi possono essere dei fattori ambientali che oggi possono essere maggiormente determinanti e domani essere del tutto assenti. I geni sono solo uno dei fattori che contribuiscono al comportamento, alla malattia e ai disturbi psicologici come la depressione.

La presenza del gene e delle sua varianti, è in grado di dare a certe persone una maggiore capacità di gestire lo stress, di affrontare la vita con maggiore ottimismo, di superare con maggior disinvoltura i momenti peggiori della loro esistenza.
Chi invece ha la combinazione contraria delle varianti genetiche,  non è che sia particolarmente soggetto o predisposto alla depressione, piuttosto avrà più difficoltà a gestire i momenti negativi della vita e, quindi, potrà essere più facilmente preda delle depressione.

depressione

Depressione

Ma bisogna anche prendere in considerazione un’altra possibilità. Anche le persone che hanno, diciamo così, la combinazione sbagliata, se come dicevamo in precedenza hanno goduto di una infanzia felice, che hanno delle buone amicizie e che, soprattutto, hanno avuto una adeguata educazione da parte della famiglia che ha dato loro la capacità di saper gestire le proprie emozioni e i propri malesseri, possono lo stesso star bene, in barba alla combinazione genetica.
Quindi,  per dirla alla Doc di Ritorno al futuro, la vita è come ce la facciamo noi, nulla è scritto prima. Siamo noi gli artifici del nostro destino, nel bene e nel male.

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