Questo sito contribuisce
all'audience di

 

Allarme influenza aviaria: possibile ripresa

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); Dopo un periodo di quella che sembrava una relativa quiete, ecco che l’influenza aviaria potrebbe tornare a fare vittime in molti Paesi del mondo. A lanciare l’allarme è Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura dell’Onu (FAO), che ha chiesto massima allerta contro un possibile ritorno di uno dei ...

di Daniela Bella

30 Agosto 2011





Dopo un periodo di quella che sembrava una relativa quiete, ecco che l’influenza aviaria potrebbe tornare a fare vittime in molti Paesi del mondo.

A lanciare l’allarme è Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura dell’Onu (FAO), che ha chiesto massima allerta contro un possibile ritorno di uno dei virus che hai seminato molto panico nella popolazione.

Ricordiamo, infatti, che l’influenza aviaria è apparsa nel 2003 e ha provocato la morte di 331 persone su 565 risultate infette.

Il virus, poi, è sparito dalla maggior parte dei 63 Paesi colpiti nel picco del 2006, dopo l’eliminazione di massa di pollame, ma dal 2008 ha ricominciato a espandersi sia tra i volatili d’allevamento che tra gli uccelli selvatici, in parte a causa degli schemi migratori.



Stando alle parole di Juan Lubroth, capo veterinario della FAO, un ceppo variante del virus H5N1 si sta diffondendo in Asia e in altre aree del mondo, per cui si teme una brutta ripresa tra l’autunno e l’inverno di quest’anno.

Stando alle parole di Lubroth, l’apparizione del ceppo variante del virus in Cina e Vietnam è preoccupante perchè capace di aggirare le difese degli attuali vaccini.

La circolazione del virus in Vietnam, inoltre, pone anche una minaccia diretta a Cambogia, Thailandia e Malaysia, come anche alla penisola coreana e al Giappone.

Secondo Lubroth gli uccelli selvatici possono portare il virus, ma le azioni umane nella produzione e nel mercato del pollame possono diffonderlo.

L’ultimo decesso umano legato al virus risale ai giorni scorsi in Cambogia, che ha registrato otto casi di infezione umana nel 2011, tutti fatali.

Leggi anche

Seguici