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Comprare il pesce con attenzione è importante. Uno studio ne svela alcuni risvolti simpatici

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di Redazione

24 Agosto 2011





Ci avete mai pensato prima? Anche dal pesce che si compra si può scoprire tanto! C’è chi su queste cose ci lavora e ci studia. Infatti anche in pescheria non tutti i consumatori mostrano lo stesso comportamento e approccio, ci sono gli esperti, i curiosi i disorientati, i pigri e invece chi vuole proprio darsi da fare.  La cultura della tavola e la tradizione non sono tutto, come emerge dall’identikit delle 4 diverse tipologie di consumatori ittici, elaborato dal Centro Studi Lega Pesca, sulla base di una indagine SWG commissionata per conto di UNIPROM, Consorzio nazionale per la promozione dei prodotti ittici. Il sondaggio gestito dalla Lega Coop mette in luce un ottimale 37% di “mediterraneo” ovvero una sorta di consumatore modello che sa tutto o un pò tutto sul pesce.

Sa cucinare il pesce, trova il tempo per mettere in pratica la sua abilità ai fornelli, e preferisce acquistare prodotto fresco e intero. Non è interessato all’aspetto di service, ai preparati, ai surgelati. E’ consapevole del grande valore che i prodotti ittici hanno per la salute e la forma fisica e associa queste qualità ai prodotti dei nostri mari. Sa come spendere bene senza svenarsi: acquista prodotti di fascia medio-bassa, sperimentando specie ittiche poco note,  e con frequenza elevata e costante durante tutto l’anno. Il canale privilegiato di acquisto è  la pescheria o il “suo pescatore” di fiducia. Il suo identikit tipo: over 50enni, residenti in centri piccoli e medio-piccoli, nel sud e nelle isole, donne,  casalinghe, pensionati, nuclei familiari di 2 persone o nuclei più giovani con figli piccoli.


Arriva al secondo posto la schiera di consumatori “dubbiosi e sospettosi”( 33%), preoccupati da eventuali tossicità dei prodotti ittici e da truffe riguardo alla freschezza. Vuole avere la massima garanzia sulla qualità dell’acquisto. Indaga, fa molte domande per avere tutte le informazioni disponibili, non compra prodotto non etichettato, chiede anche al ristorante la carta di identità del pesce, perché sa che la tracciabilità è un obbligo anche per i ristoratori. Si lamenta di prezzi troppo cari. Consuma prodotti ittici a casa, con una frequenza media; acquista soprattutto nei supermercati, dove apprezza il servizio, la convenienza e la rapidità. Nel suo carrello finiscono spesso anche prodotti surgelati, ma predilige i prodotti nazionali, che ritiene più sicuri. L’identikit: residenti nel nord-est e nel centro, in centri medio-grandi e grandi, una certa presenza di giovani e di impiegati pubblici, insegnanti, con figli adolescenti.
Significativa, al terzo posto, è la percentuale di consumatori “cinici” (18%). Indifferenti a tutti i pregi del prodotto ittico, ne fanno solo una questione di prezzo. Il cinico non si interessa dei valori nutrizionali, dei risvolti salutistici, ed ignora il ruolo dei grassi omega3 per la prevenzione cardiovascolare. Non fa grande differenza tra pescato e allevato, tra prodotto italiano ed estero, né nutre particolari attenzioni o paure. Il prodotto ittico è un alimento come tutti gli altri, che viene scelto fondamentalmente se il prezzo è conveniente. E ha, ovviamente, scarsa propensione a pagare di più per il pesce italiano. Identikit: 45-55enni, senza figli, residenti nel nord-est, in centri medio-piccoli e grandi, occupati, classe socio-economica media e medio-bassa.
E’ l’estate, infine,  il regno dei “conviviali”, che si piazzano al quarto posto nelle diverse tipologie di consumatori ittici (12%). Più degli altri consuma pesce fuori casa, al ristorante, in occasioni conviviali o legate a momenti speciali, non escluse le cene a lume di candela. Pur apprezzando il pesce italiano, è incuriosito dai prodotti importati perché ama provare sapori e ricette diverse e nuove.  Non ama cucinare il pesce a casa, e se deve comprarlo si orienta sullo sfilettato o già preparato. La convivialità non è controbilanciata dalla scaltrezza, secondo Lega Pesca, perché  è dietro il prodotto sfilettato che possono nascondersi truffe e contraffazioni. Il consumo “conviviale” è fortemente stagionale – concentrato durante i mesi caldi o nelle feste comandate. La fascia di spesa è medio-alta o alta.  Identikit: 25-34enni, single, residenti nel nord-ovest, in centri medio-grandi, uomini.

 

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