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Nuovo passo avanti nella ricerca su terapie antitumorali

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); Una ricerca portata avanti ad opera di ricercatori della Scuola Universitaria di Medicina di  Stanford, ha portato all’individuazione di  un composto che attacca il tallone d’Achille delle cellule cancerogene di alcuni tipi di cancro, privandoli della loro fonte di energia, il glucosio, lo zucchero. La chemioterapia crea ...

di Daniele Lisi

06 Agosto 2011





glucosioUna ricerca portata avanti ad opera di ricercatori della Scuola Universitaria di Medicina di  Stanford, ha portato all’individuazione di  un composto che attacca il tallone d’Achille delle cellule cancerogene di alcuni tipi di cancro, privandoli della loro fonte di energia, il glucosio, lo zucchero.
La chemioterapia crea solitamente dei problemi, in parte perché la maggior parte di questi farmaci non fanno distinzione tra ciò che è cancerogeno e cosa non lo è.

Le sostanze chimiche attaccano tutte le cellule in rapida divisione, dalle cellule tumorali, alle cellule del sangue e alle cellule che compongono i capelli (motivo per cui, in caso di chemioterapia, si perdono i capelli). Tuttavia, farmaci che agiscano su un fenomeno biologico che si trova solo nelle cellule tumorali, come ad esempio il composto recentemente scoperto dai ricercatori di Stanford, potrebbero efficacemente combattere la malattia con effetti collaterali minimi, se non  addirittura inesistenti e comunque del tutto trascurabili.
Questo studio dimostra che  un approccio per inibire selettivamente la capacità delle cellule tumorali di assorbire il glucosio sarebbe possibile, e si tratterebbe di un modo piuttosto potente di uccidere quelle cellule, senza danneggiare le cellule sane.

I ricercatori hanno focalizzato il loro studio sulla forma più comune di cancro del rene negli adulti, carcinomi a cellule renali, che costituiscono quasi il 2 per cento di tutti i tumori nei Paesi industrializzati, dal momento che questo tipo di tumore è particolarmente resistente alle chemioterapie tipiche, e spesso i pazienti devono avere il rene colpito rimosso. Quasi il 90 per cento di questi tumori comporta una specifica mutazione genetica che porta alla crescita cellulare incontrollata.
La maggior parte dei tessuti normali del corpo non possiedono questa mutazione, per cui un farmaco che bersagli la vulnerabilità dovrebbe essere molto specifico per le cellule tumorali.

rene

Rene affetto da carcinoma

Allo scopo di trovare dei farmaci specifici in grado di attaccare questa caratteristica delle cellule cancerogene, sono stati testati tutti i farmaci antitumorali esistenti, e tra questi, ne sono stati individuati 2, dei quali uno, il STF-62247, è attualmente in test preclinici. L’altro, STF-31, descrittao nel nuovo studio, uccide le cellule tumorali in modo diverso, così una combinazione dei due farmaci permetterebbe un attacco su più fronti. Oppure, nell’eventualità che  un tumore diventi resistente ad un composto, si avrebbe comunque un’altra opzione.



La maggior parte dei carcinomi a cellule renali producono energia attraverso un processo biochimico chiamato glicolisi aerobica, processo  che le cellule sane in genere non richiedono, e questo dipende dalla capacità delle cellule di assorbire il glucosio dal loro ambiente. Le cellule tumorali in questione sono altamente  dipendenti dal trasporto del glucosio per la produzione di energia, e questo composto impedisce il trasporto delle cellule di glucosio, affamando di fatto le cellule maligne, non più in grado di provvedere alla loro nutrizione.

Non sono solo i carcinomi a cellule renali le cui  cellule tumorali che sono golose di glucosio. Molti altri tumori elevano il loro tasso di importazione di glucosio, meccanismo che consente al medico di monitorare l’evoluzione del cancro nei pazienti che ne sono affetti. Infatti, iniettando un

sala operatoria

Operazione di asportazione di un rene

glucosio radioattivo e seguendo la sua diffusione nel corpo con la scansione PET, è possibile avere un screening completo della situazione. Utilizzando un simile glucosio marcato, gli autori della ricerca hanno potuto constatare che il principio attivo  STF-31 ha ridotto la quantità di glucosio di cui le cellule tumorali hanno bisogno per il loro nutrimento, in modo da rubare loro del loro fonte di energia.

Ulteriori esperimenti hanno mostrato che STF-31 si lega direttamente a un trasportatore di glucosio, e si ritiene che sia possibile individuare altri tipi di cancro che dipendono dal trasportatore del glucosio.
La ricerca sembra aver aperto una ulteriore strada per cercare di vincere la battaglia contro il cancro o, almeno, di dare qualche arma in più, oltre tutto quasi del tutto priva di effetti collaterali, per la lotta contro i tumori.

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