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Una aspirina al giorno, un toccasana per il cuore

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); Un nuovo studio ha confermato l’importanza di continuare a prendere l’aspirina ogni giorno a lungo termine, e praticamente senza mai interrompere il trattamento,  per i pazienti con una storia di malattia cardiovascolare. Tale studio ha altresì evidenziato che  per i pazienti che hanno smesso di prendere ...

di Daniele Lisi

22 Luglio 2011





aspirinaUn nuovo studio ha confermato l’importanza di continuare a prendere l’aspirina ogni giorno a lungo termine, e praticamente senza mai interrompere il trattamento,  per i pazienti con una storia di malattia cardiovascolare. Tale studio ha altresì evidenziato che  per i pazienti che hanno smesso di prendere l’aspirina, il rischio di incorrere in eventi  nefasti che potevano praticamente metterli in pericolo di vita era significativamente maggiore rispetto a coloro che avevano continuato a prendere regolarmente il farmaco senza mai interrompere il trattamento.

L’aspirina interferisce con l’azione della coagulazione del sangue. Quando una persona sanguina, le cellule della coagulazione del sangue, chiamate piastrine, intervengono tempestivamente sul luogo del sanguinamento per ripristinare le condizioni normali nel minor tempo possibile. Le piastrine aiutano a formare un tappo che sigilla l’apertura del vaso sanguigno in modo da arrestare così  il sanguinamento.
Tuttavia, la coagulazione può avvenire anche all’interno dei vasi che alimentano il tuo cuore e il cervello di sangue. Se i vasi sanguigni sono significativamente ostruiti a causa dell’aterosclerosi, l’accumulo di depositi grassi nelle arterie, una placca che si è formata sulle pareti del vaso può rompersi. In seguito alla rottura della placca, può formarsi un coagulo di sangue che  può rapidamente  bloccare l’arteria, con conseguente interruzione del flusso di sangue al cuore o il cervello, evento che   provoca un infarto o un ictus. La terapia con aspirina riduce l’azione aggregazione delle piastrine e quindi aiuta in maniera determinante a prevenire infarto e ictus.

placca

Placca formatasi sulla parete dei vasi

I ricercatori, autori dello studio in questione, hanno analizzato i dati di 39.513 pazienti dal Health Improvement Network, un database di grandi dimensioni nel Regno Unito formato da persone sofferenti di problemi cardiovascolari. I pazienti erano di  età compresa tra 50 e 84 anni, con una prima prescrizione a basso dosaggio di aspirina per la prevenzione di eventi cardiovascolari  nel periodo 2000-2007, e sono stati seguiti per tre anni.
L’analisi ha evidenziato come il numero di soggetti che erano andati incontro ad un altro evento negativo di origine cardiovascolare erano in percentuale decisamente più elevata tra coloro che avevano interrotto l’assunzione di aspirina, rispetto a coloro che non lo avevano mai interrotto.



La naturale conseguenza di quanto risulta dallo studio riportato è che i medici non dovrebbero mai far interrompere il trattamento ai loro pazienti, e nel caso ce ne fosse bisogno, ridurre la sospensione al minimo necessario, per evitare guai peggiori. E’ il caso, per esempio, di quando un paziente cardiologico deve sottoporsi ad un banale intervento chirurgico che consiglia la sospensione del trattamento con aspirina, per  ridurre al minimo il rischio di emorragie. L’interruzione deve essere solo di brevissimo tempo, altrimenti i rischi cui il paziente potrebbe andare incontro, risulterebbero essere eccessivi.
Nonostante una forte evidenza confermi gli  innegabili effetti protettivi che si ottengono con basse dosi di aspirina, circa il 50% dei pazienti interrompere il trattamento, il che significa circa quattro infarti del miocardio in più ogni anno per ogni 1.000 pazienti che hanno interrotto

coagulo

Un pericoloso coagulo

l’assunzione dell’aspirina. L’aumento del rischio era presente a prescindere dal periodo di tempo  nel quale il paziente aveva in precedenza assunto aspirina a basso dosaggio.

Le virtù di questa molecola, che ormai è diventato uno dei farmaci di base assolutamente insostituibile, mai un farmaco oltre tutto  ha avuto una vita così lunga, sono note a tutti. Sentir parlare, a volte, di rischi di emorragia a causa dell’assunzione di aspirina è quantomeno originale.  Sono ormai noti anche i suoi effetti protettivi contro il cancro del colon e dell’intestino in genere, oltre alle note proprietà anti-trombolitiche, e protettive per il sistema cardiovascolare.
Purtroppo, però, c’è da dire che una certa percentuale di persone è allergica all’aspirina e che quindi non potrà mai godere dei suoi benefici.

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