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Trapiantate entrambe le gambe ad un giovane vittima di un incidente

Uno straordinario trapianto di gambe, la prima operazione del genere mai tentata e mai realizzata al mondo, è stato portato a termine a Valencia, in Spagna, ad opera del chirurgo Pedro Cavadas, specializzato in chirurgia ricostruttiva. L’intervento che è stato effettuato nei giorni scorsi, ha avuto inizio la sera di domenica ...

di Daniele Lisi

12 Luglio 2011

trapiantoUno straordinario trapianto di gambe, la prima operazione del genere mai tentata e mai realizzata al mondo, è stato portato a termine a Valencia, in Spagna, ad opera del chirurgo Pedro Cavadas, specializzato in chirurgia ricostruttiva.
L’intervento che è stato effettuato nei giorni scorsi, ha avuto inizio la sera di domenica per terminare il mattino del lunedì. L’equipe chirurgica non ha rilasciato altre informazioni più dettagliate perché prima vuole valutare l’esito dell’intervento che, al momento, tecnicamente sembra essere perfettamente riuscito.

Tutto sta a vedere come reagirà l’organismo del soggetto trapiantato nelle successive 48 ore, e solo allora si potrà cominciare a fare una valutazione completa sulla straordinaria operazione.
Sarà necessario un mese prima che i chirurghi possano sapere se l’intervento è stato un successo. Nel frattempo, la priorità è quella di monitorare bene i nervi ei muscoli e seguire attentamente tutte le fasi di recupero dopo il doppio trapianto.

La persona sottoposta a trapianto, della quale non è stata rivelata l’identità, è un giovane di sesso maschile vittima di un incidente, le cui gambe sono rimaste gravemente ferite sopra le ginocchia in maniera tale da non essere assolutamente recuperabili, e per il quale l’utilizzo di una protesi artificiale non era una soluzione praticabile. L’unica soluzione che avrebbe dato una speranza al paziente di non trascorrere il resto della sua vita su di una sedia a rotelle era il trapianto. Il giovane ferito,  pienamente informato sui rischi ai quali si sarebbe esposto con una simile operazione, ha voluto comunque procedere con l’intervento, preferendo  di gran lunga affrontare i rischi che una simile operazione avrebbe comportato, piuttosto che una vita da disabile. La sua giovane età è stata, probabilmente, determinante nella  scelta.

Pedro-Cavadas

Il chirurgo Pedro Cavadas

Il trapianto è stata una collaborazione tra l’Organizzazione Nazionale Trapianti della Spagna e il chirurgo Pedro Cavedas e la sua equipe.
L’operazione è stata molto complessa e non priva di difficoltà, ovviamente, e  il paziente dovrà ora affrontare un periodo molto difficile di riabilitazione che potrebbe durare dei mesi, addirittura degli anni.
Il processo di riabilitazione sarà simile a quella dei trapianti di braccio, con la sola assolutamente non trascurabile differenza che, in questo caso, gli arti devono sostenere il peso del corpo, il che non è assolutamente poco.
Dopo un primo periodo che servirà all’equipe medica per  monitorare completamente l’andamento dell’iter post-operatorio, periodo non inferiore ai 30 giorni come già detto in precedenza, tutta l’attenzione verrà spastata sulla riabilitazione. A questo punto, se le condizioni del paziente lo permetteranno, tutta l’attenzione e gli sforzi dell’equipe medica, saranno orientati a ridare allo sfortunato ragazzo la possibilità di camminare nuovamente con le sue nuove gambe. Una sfida non da poco, che sia il giovane che i suoi medici sapranno affrontare con coraggio e determinazione.

Il dott. Pedro Cavadas non è certo nuovo a queste imprese.  E’ stato il primo in Spagna, e  il secondo al mondo, ad effettuare  il trapianto di doppio braccio nel mese di ottobre 2008. E nel 2009 si è cimentato con il primo trapianto di faccia della Spagna, l’ottavo nel mondo, ma il primo ad includere la lingua e l’osso della mascella inferiore. La sua esperienza, evidentemente, gli ha consentito di affrontare questa operazione con più che buone possibilità di successo.

braccia

Il trapianto di braccia fatto da Pedro Cavadas

Del resto, senza la molla della determinazione, della fiducia in se stessi e nelle proprie capacità,  del coraggio e, se vogliamo, di un briciolo di sfrontatezza nell’affrontare  certi  rischi che farebbero tremare le vene ai polsi di chiunque, non si andrebbe da nessuna parte.

Senza questi brillanti professionisti della chirurgia, non si sarebbero fatte tutte quelle conquiste che hanno consentito a tante persone di avere una seconda possibilità, di continuare di guardare alla vita con ottimismo. Sono sempre le persone brillanti ad indicare le nuove strade, questo vale in tutti i campi dell’attività umana.



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