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L’inquinamento può essere causa di problemi di memoria

L’esposizione prolungata all’inquinamento atmosferico può  portare a cambiamenti fisici nel cervello, tali da influenzare l’apprendimento e  la memoria ed essere anche causa di depressione. Mentre altri studi hanno mostrato gli effetti dannosi dell’aria inquinata su cuore e polmoni, questo studio condotto presso  l’Ohio State Department of Neuroscience, è uno dei primi ...

di Daniele Lisi

06 Luglio 2011

dendritiL’esposizione prolungata all’inquinamento atmosferico può  portare a cambiamenti fisici nel cervello, tali da influenzare l’apprendimento e  la memoria ed essere anche causa di depressione.
Mentre altri studi hanno mostrato gli effetti dannosi dell’aria inquinata su cuore e polmoni, questo studio condotto presso  l’Ohio State Department of Neuroscience, è uno dei primi ad evidenziare  l’impatto negativo sul cervello dell’esposizione  a lungo termine all’inquinamento atmosferico, in particolare, a quello prodotto dalle polveri sottili.

I risultati suggeriscono che una prolungata esposizione all’aria inquinata rende evidenti alcuni  effetti negativi sul cervello, con conseguenti  serie di problemi di salute.
Di fatto, questo studio potrebbe avere una serie di implicazioni importanti e preoccupanti per le persone che vivono e lavorano nelle  aree urbane inquinate del mondo. Questa potrebbe essere l’ennesima conferma, se mai ce ne fosse bisogno, che  vivere nelle grandi città, oltre a dare degli indubbi vantaggi, è probabilmente una scelta coraggiosa, diciamo così, una scelta che comporta anche dei rischi e dei disagi legati all’inevitabile inquinamento che soffoca tutte le metropoli del mondo, chi più e chi meno.
Più si conoscono gli effetti  negativi sulla salute di una esposizione prolungata all’inquinamento atmosferico, più vi è ragione di essere seriamente preoccupati.

inquinamento

L'inquinamento in una grande città

L’aria inquinata delle grandi città è formata in particolar modo da polveri  sottili, il tipo di inquinamento causato  dalle  macchine, dalle fabbriche e dalle  polveri naturali. Le polveri sottili sono di dimensioni infinitesimali,  circa 2,5 micron di diametro, tali quindi da poter  raggiungere le zone profonde dei polmoni e di altri organi del corpo.
Per  determinare l’effetto dell’inquinamento sul cervello, gli autori della ricerca hanno esposto alcune cavie ad una concentrazione di polveri sottili pari a quella riscontrabile nelle città e, dopo una esposizione di 10 mesi, hanno potuto verificare che le cavie esposte all’aria inquinata avevano problemi comportamentali di apprendimento non riscontrati nelle cavie non esposte.

Per comprenderne le cause, sono stati fatti poi dei test sulla zona dell’ippocampo, zona associata all’apprendimento, e hanno potuto rilevare delle differenze fisiche nell’ippocampo dei topi che sono stati esposti all’aria inquinata rispetto a quelli che non lo erano. I neuroni del cervello sono collegati tra loro da una fitta rete di spine o terminazioni nervose, dette dendriti,  terminazioni che permettono la trasmissione dei “dati” tra i vari neuroni.  Bene, le cavie esposte all’inquinamento, avevano meno spine nelle zone dell’ippocampo, più brevi dendriti delle cellule e in generale,  la complessità  della rete di trasmissione e collegamento tra neurone era significativamente ridotta.

Tale ricerca, quindi, evidenzia anche che l’esposizione cronica all’aria inquinata determina   un’infiammazione diffusa nel corpo, che è collegata ad una vasta serie di problemi di salute negli esseri umani, compresa la depressione. Alcuni messaggeri chimici che causano questa infiammazione, chiamati citochine pro-infiammatorie, sono stati più attivi nell’ippocampo delle cavie esposte, rispetto a quelle che non lo erano state. Il sospetto che l’infiammazione sistemica causata dal respirare aria inquinata possa interessare il sistema nervoso centrale comincia a trovare delle risposte che inducono a pensare che non si tratti solo di un sospetto, ma molto di più.

ippocampo

Il cervello con evidenziato l'ippocampo

Del resto, si potrebbe dire, che la situazione ci è sfuggita di mano, nel senso che non ci siamo resi conto, così abbagliati dal progresso e dalle comodità, che tutto questo poteva portarci inevitabilmente a questo punto. Le troppe auto circolanti, le troppe emissioni nocive che immettiamo quotidianamente nell’atmosfera a causa di una continua e inarrestabile richiesta di energia per far funzionare tutto ciò che ormai fa indissolubilmente parte della nostra vita, ci portano inesorabilmente sull’orlo del baratro.

Potrà sembrare troppo enfatica questa affermazione, ma i fatti sono qui, davanti ai nostri occhi, a dimostrarcelo, giorno dopo giorno, per tutti i giorni dell’anno.
I vantaggi del progresso  non sono ovviamente in discussione, mentre lo sono tutte le esagerazioni che portano a questo stato di cose.
Sarebbe il caso di darsi una regolata finché si è in tempo.

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