Infezioni alimentari, come difendersi

Come difendersi dalle infezioni alimentari è una domanda che ormai si pongono in parecchi, molti di più rispetto a prima della recente contaminazione da escherichia coli che ha causato un consistente numero di vittime in Germania. Il quesito, almeno in parte, è ancora senza una risposta completamente esaustiva, visto l’attuale alone ...

di Daniele Lisi

02 Luglio 2011

e.coliCome difendersi dalle infezioni alimentari è una domanda che ormai si pongono in parecchi, molti di più rispetto a prima della recente contaminazione da escherichia coli che ha causato un consistente numero di vittime in Germania.
Il quesito, almeno in parte, è ancora senza una risposta completamente esaustiva, visto l’attuale alone di mistero che avvolge ancora l’origine della  recente contaminazione che ha avuto origine in Germania.

Nel caso specifico, si sa che l’escherichia coli è un batterio che si trova nell’intestino degli animali, uomo compreso, e di norma non da alcun fastidio. Esistono tuttavia delle varianti del ceppo originario che si sono adattate e,  soprattutto,  hanno sviluppato la capacità di produrre dei particolari enzimi che li rendono fortemente resistenti agli antibiotici, per cui, di fatto, una vera e propria cura risolutiva non esiste, almeno in questi casi.
Va comunque detto che, anche per quanto riguarda l’infezione provocata dal ceppo modificato dell’escherichia coli, non tutti i soggetti colpiti vanno incontro a particolari problemi. Di solito l’infezione si risolve quasi spontaneamente nel giro di qualche giorno. Tuttavia, come i fatti ci hanno dimostrato, un certo numero di soggetti colpiti, vuoi perché particolarmente sensibili o vuoi perché particolarmente sfortunati, possono andare incontro a complicanze, anche gravi, che possono  far si che l’infezione abbia un esito infausto.

Fortunatamente, la contaminazione da questo E.coli risulta essere ancora abbastanza sotto controllo e, in particolare, nel nostro Paese, grazie ad una rete di controlli molto capillare ed efficiente, probabilmente una delle migliori a livello mondiale, la situazione non desta eccessive preoccupazioni.

lavare le mani

Lavarsi sempre accuratamente le mani

L’origine della contaminazione è ancora alquanto incerta. Si è passati dai cetrioli Spagnoli, per poi arrivare ai germogli di soia ai quali si sono aggiunti i germogli di rucola, ma sul come tali prodotti della terra si siano contaminati, è ancora avvolto nell’incertezza.
Altri nemici dai quali bisogna guardarsi sono la salmonella, la più diffusa in senso assoluto, Campylobacter, virus dell’Epatite A, oltra ai temibili e, fortunatamente ben più rari, Listeria e Botulino.

Nel periodo estivo, che poi coincide con il periodo delle vacanze, bisogna fare particolarmente attenzione a queste forme di contaminazione soprattutto se ci si reca all’estero, ed in particolare nei Paesi dove le norme igieniche di base hanno ben poco a che vedere con quelle alle quali siamo abituati. Nei Paesi del bacino del Mediterraneo, per esempio, in particolar modo per quelli del Nord Africa, bisogna assolutamente evitare di bere acqua che non sia in confezione sigillata, dando ovviamente la propria preferenza alle marche conosciute. Per lo stesso motivo non bere bibite con cubetti di ghiaccio, così come non consumare gelati, che potrebbero essere stati preparati con latte non pastorizzato, carne cruda e tutti gli altri alimenti, verdure a frutta comprese, dalle quali  buon senso consiglia di tenersi alla larga.

Frutta e verdura possono contaminarsi se irrigate con acqua contenente liquami o, comunque, altri agenti patogeni.
Tra i nemici elencati precedentemente, il più pericoloso di tutti è indubbiamente il botulino, molto raro a dire il vero, che può essere presente nelle conserve o nello scatolame in genere, in particolar modo in quelle preparazioni di origine casalinga.  L’intossicazione da botulino è molto seria e pericolosa, con gravi sintomi neurologici.

frutta

Sbucciare la frutta

Fortunatamente, la tossina in questione  viene inattivata dal calore, per cui il rischio di infezione viene drasticamente abbattuto dalla bollitura degli alimenti sospetti. Nelle preparazioni industriali, tale rischio è decisamente molto basso perché addizionati con conservanti che ne impediscono la proliferazione.

I primi segni di una infezione, botulino esclusa dal momento che ha sintomi di carattere neurologico che possono portare fino alla morte per paralisi respiratoria, sono in genere nausea, diarrea, dolori addominali e malessere generale, talvolta febbre.
Per evitare questi problemi, si raccomanda sempre una attenta e severa igiene personale; mai portarsi le mani alla bocca se non prima di averle  accuratamente lavate; lavare e risciacquare abbondantemente verdura e frutta e, quest’ultima, va consumata dopo averla sbucciata; non mangiare carne cruda.
Un po’ di buon senso e le solite regole di igiene alle quali siamo abituati ci aiuteranno a difenderci.



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