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Disturbo da ansia generalizzata

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); Il disturbo da ansia generalizzata, GAD,  poco conosciuto fino a qualche decennio fa, ora è entrato a far parte  a pieno titolo di quello strano mondo delle patologia psichiatriche, tra l’altro disturbo  in continuo aumento. L’origine di questo disturbo sono, fondamentalmente, lo stress,  i conflitti e i ...

di Daniele Lisi

01 Luglio 2011





ansiaIl disturbo da ansia generalizzata, GAD,  poco conosciuto fino a qualche decennio fa, ora è entrato a far parte  a pieno titolo di quello strano mondo delle patologia psichiatriche, tra l’altro disturbo  in continuo aumento.
L’origine di questo disturbo sono, fondamentalmente, lo stress,  i conflitti e i traumi e si manifesta con ansia eccessiva, preoccupazione decisamente fuori luogo, attesa angosciosa eccessiva  nei riguardi di una quantità di eventi o attività o rapporti, anche se questi eventi ben difficilmente potrebbero verificarsi.

Chi ne soffre, ha la tendenza ad evitare, o meglio, a fuggire tutte quelle situazioni,  che spesso sono normali per la maggior parte delle persone,  mentre per lui sono fonte di angoscia. L’ansia è accompagnata da almeno tre sintomi tra irrequietezza, estrema  affaticabilità, difficoltà di concentrazione, irritabilità, tensione muscolare e sonno disturbato e che spesso tarda a venire e che, quando arriva, è spesso interrotto da continui risvegli.
L’ansia e tutte  le sensazioni angosciose collegate, sono il più delle volte eccessive rispetto alla reale importanza delle cause scatenanti che, ripetiamo, il più delle volte sono solo ipotetiche e non corrispondenti alla realtà. Durante la crisi di ansia, oltre ai sintomi citati precedentemente, possono comparire tremori, contratture, scosse, dolenzie, mal di pancia, diarrea, mani sudate, bocca asciutta, difficoltà di deglutizione.

Di questo serio disturbo sono affette 2 persone su 10, ma come spesso accade in questi casi, si tratta di una  valutazione sottostimata e oltretutto presunta in quanto solo il 40% di questi casi vengono effettivamente diagnosticati.
Il più delle volte, nelle famiglie con un soggetto che soffre di questi stati di ansia ingiustificati, si tende a minimizzare il disturbo  dando la colpa ad un problema caratteriale o ad uno stato di stress conseguente a qualche evento negativo verificatosi, e quindi non si cerca di convincere il soggetto interessato a rivolgersi al medico.

L’ansia, di per se, è una emozione umana, e non solo, lo è di molti altri esseri viventi.  Si  presenta , di fatto, quando vi è un passaggio di stato, o meglio, un cambiamento di condizione, anche se abbastanza normale. Tipica è, per esempio, l’ansia del primo giorno di scuola per un bambino, o del primo giorno di lavoro per un nuovo assunto. Lo è, a maggior ragione, quella prima degli esami, o prima di una partenza, anche se in questo caso si dovrebbe trattare di un’ansia positiva, o ancora prima di un esame diagnostico.

depressione

Depressione

L’ansia, di per sé, ha una connotazione positiva in quanto dovrebbe stimolare una reazione come, tornando all’esempio dell’esame,  quella di prepararsi più scrupolosamente per superarlo con successo. Il problema insorge quando,  di fronte  allo stimolo dell’ansia, si reagisce con l’angoscia, con una paura incontrollata che blocca ogni reazione, con una scena muta riprendendo sempre l’esempio dell’esame, scena muta dovuta non tanto alla mancanza di preparazione, quanto  proprio alla paura che ci blocca.

Quindi, quando le risposte all’ansia diventano negative e non stimolano una reazione tendente al superamento del problema, questo sia in ambito lavorativo che sociale o familiare, allora è il caso di rivolgersi ad uno specialista per chiedere aiuto.
Una delle principali sfere che influenzano o che possono determinare l’instaurarsi  del disturbo da ansia generalizzato, è quella familiare. I rapporti nell’ambito della famiglia sono di assoluta importanza, a cominciare da quelli con il partener che dovrebbero essere caratterizzati da una comunicazione di emozioni e sentimenti positiva, da una vita di coppia soddisfacente sotto tutti i punti di vista, da un impegno e responsabilità morale reciproca concreta.
Stesso discorso vale per il rapporto con i figli, rapporto che deve essere basato su di una solida autorevolezza, oltre che confidenza, dei genitori che devono essere in grado di soddisfare le esigenze di figli, soprattutto quelle affettive e psicologiche.



insoddisfazione

Insoddisfazione sul lavoro

Altra componente importantissima che può essere causa di  GAD è il lavoro. A parte i problemi legati alla insicurezza del posto del lavoro che si traduce nella assenza di certezze per il domani, per se e per la propria famiglia, problema molto sentito in questo periodo di crisi economica,  anche le insoddisfazioni lavorative possono essere causa di disturbi.
Un conto è lavorare con metodo e organizzazione, potendo non solo contare su richieste non troppe volte pressanti e quindi stressanti,  ma anche sul giusto riconoscimento dei propri meriti e sulle conseguenti gratificazioni, un conto è lavorare senza che queste condizioni si possano verificare.

Ciascuno di noi ha delle aspirazioni o un talento,  palese o nascosto che sia, che attende solo di essere espresso pienamente.  L’impossibilità di realizzarsi,  e quindi di mettere a frutto le proprie capacità, qualunque esse siano, è fonte di stress e può il più delle volte portare al disturbo da ansia generalizzata.  Non poter svolgere il carico di lavoro imposto perché troppo gravoso o anche per  l’esiguità del tempo a disposizione, genera ansia e angoscia che, fin quando viene affrontata con quella giusta determinazione capace di dare la spinta un più in grado di farci superare l’ostacolo, è in fondo una reazione positiva, ma se poi viene  invece semplicemente subita,  diventa frustrazione e si corre il rischio che venga somatizzata. Praticamente l’ansia, da disturbo psichico, diventa disturbo fisico che può essere caratterizzato da tutte quelle manifestazioni di disagio fisico indicate precedentemente.

ottimismo

Ottimismo

Il lavoro, quindi, diventa una situazione insostenibile, dalla quale si tende a fuggire, dapprima con assenze saltuarie, ma poi con assenze  più prolungate per malesseri sempre più consistenti e  significativi, il più delle volte frutto della nostra mente e, alla lunga, una situazione del genere potrebbe portare anche alla perdita del lavoro, con tutte le conseguenze che si possono immaginare.
Oggi, infatti, le assenze per malattia, l’assenteismo in genere e mal giustificato, sono sempre più ricorrenti e si sbaglia a considerarli alla stregua di pura e semplice mancanza di voglia di lavorare. Il più delle volte, praticamente quasi sempre, la voglia di lavorare c’è, e anche parecchia, ma manca invece il buon lavoro, il lavoro che dà quelle soddisfazioni e quelle gratificazioni delle quali si ha assolutamente bisogno perché lo si possa svolgere in maniera corretta.

Queste condizioni vengono spesso ignorate dai datori di lavoro, sia pubblici che privati, e le conseguenze sono un lavoro mal svolto e un alto tasso di assenteismo.
Chi soffre di ansia generalizzata, deve pensare di poter cambiare le cose dando una svolta alla propria esistenza.  A cominciare dai rapporti in famiglia e interpersonali, oltre che a quelli con conoscenti e nell’ambito lavorativo. I rapporti vanno curati, bisogna poter contare su persone che siano disposte ad ascoltare e a stare vicino nei momenti difficili, della classica persona, amico o amica che sia, che nei momenti bui ti prenda per mano e ti porti via, lontano dal problema, anche se in fondo si tratta di un problema che esiste solo dentro di noi. Quindi le amicizie, oltre

domani

Domani è un altro giorno

naturalmente alla famiglia, ma anche l’ambiente in cui si vive che bisogna cercare di rendere il più vivibile e bello possibile, dare sfogo alla propria creatività in modo da trovare una fonte di soddisfazione, aumentare la fiducia in se stessi e nelle proprie capacità, avere un obiettivo o una meta ben precisa da raggiungere e, cosa importantissima, non perdere mai la speranza che non è altro che la fiducia nel futuro, in un domani diverso e migliore. Un po’ come la famosa Rossella Hoara: domani  è un altro giorno. E poi, non dimentichiamoci  delle endorfine, le molecole del buonumore. Un po’ di cioccolato e la vita cambierà sapore.

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