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Insufficienza renale cronica

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); L’insufficienza renale cronica è una patologia renale, seria, che non sempre da segno della sua presenza, o se lo da, a volte lo fa  in ritardo compromettendo quindi la possibilità di intervenire adeguatamente per risolvere il problema. Ma facciamo un passo indietro e diamo una occhiata ai ...

di Daniele Lisi

25 Giugno 2011





reniL’insufficienza renale cronica è una patologia renale, seria, che non sempre da segno della sua presenza, o se lo da, a volte lo fa  in ritardo compromettendo quindi la possibilità di intervenire adeguatamente per risolvere il problema.
Ma facciamo un passo indietro e diamo una occhiata ai nostri reni e a come funzionano. I reni sono due organi, della grandezza di un pugno e della ormai più che nota forma a fagiolo, posti nell’addome e collegati alla vescica da un sottile condotto detto uretere.

Il sangue arriva al rene attraverso una grossa arteria principale che si divide una prima volta per  raggiungere i 2 reni e poi continua a dividersi man mano in vasi sempre più piccoli fino ad arrivare ai glomeruli, il vero e proprio sistema filtrante del sangue. L’urina, che è il prodotto della filtrazione, viene raccolta nei calici e, da qui, passa nella vescica. Il resto del percorso è ben noto a tutti.
Ovviamente, questa descrizione è alquanto semplificata, in quanto il rene è dotato anche di altre parti importanti ed essenziali ma, sufficiente per comprendere il  suo ruolo e il suo funzionamento. Aggiungiamo solo che i glomeruli sono avvolti in una capsula che convoglia il liquido filtrato nei tuboli che, insieme ai glomeruli, formano il nefrone, il vero e proprio  complesso filtrante del rene. In un individuo sano, vi sono circa un milione di nefroni per ciascun rene.

Una volta filtrato da questo complesso sistema, il 99% del sangue viene riassorbito e reimmesso nuovamente in circolo. In un individuo sano, nell’arco della giornata, il sangue viene filtrato per ben 40 volte, per un totale di 200 litri di filtrato nelle 24 ore, operazione che produce, sempre in un soggetto sano, tra gli 800 e i 1500 ml di urine die.
Durante questo ciclo perpetuo  il rene, o meglio, i reni oltre a eliminare le scorie dell’organismo, in particolar modo quelle azotate, e a mantenere il pressoché perfetto equilibrio il patrimonio di acqua, sali, acidi, bicarbonati e altre sostanze, sono deputati alla produzione di  alcuni ormoni, importanti perché stimolano la produzione dei globuli rossi, e alla produzione della forma attiva della vitamina D, fondamentale per la calcificazione ossea.

L’insufficienza renale cronica è una condizione patologica che impedisce il normale funzionamento dell’attività renale. Si tratta di una malattia subdola, che nelle fasi iniziali, e non solo, non da il più delle volte alcun segnale e, in genere si hanno le prime avvisaglie quando, ormai, la funzionalità renale è seriamente compromessa. I pazienti si accorgono di averla sviluppata perché avvertono una evidente riduzione delle proprie capacità di lavoro e di concentrazione,  sintomi per lo più causati da una anemia renale a causa di una riduzione dei livelli di emoglobina.

anemia

Anemia

Si tratta di una patologia in aumento che nel mondo colpisce 1 individuo su 10. Nel nostro Paese la percentuale dei soggetti interessati è di 6-11 per 100 abitanti, praticamente una percentuale oscillante tra il 6 e l’11%.
I soggetti maggiormente esposti all’insorgere della malattia sono quelli interessati da ipertensione, per lo più mal trattata, i diabetici, gli obesi e gli over 60. Da non sottovalutare la familiarità.

Le conseguenze di questa patologia sono il peggiorare, o la comparsa, della ipertensione, l’uremia  e l’anemia. Con una ridotta funzionalità renale, la pressione arteriosa tende ad aumentare, cosa che determina un’ulteriore aggravamento dell’insufficienza renale. Si instaura, di fatto, uno di quei circoli viziosi difficili da contrastare  e che rendono, quindi, difficile una qualunque terapia.
L’anemia, poi, nelle sue fasi avanzate, è causa della riduzione della produzione di un ormone specifico, l’eritropoietina, necessario per la maturazione dei globuli rossi e del midollo osseo. I sintomi, o meglio , gli effetti dell’anemia  riducono decisamente la qualità della vita e sono debolezza, facile affaticamento, vertigini, senso di spossatezza, disturbi oculari e dolori muscolari.

A parte le possibili terapie, anche drastiche a volte, alle quali è possibile sottoporsi per mantenere il problema quanto più possibile sotto controllo, vi sono una serie di accorgimenti da adottare per prevenire l’insorgere di questa patologia, partendo dall’assunto, mai smentito, che è sempre meglio prevenire.
Innanzi tutto è necessario mantenere una dieta il più sana e bilanciata possibile, astenendosi dagli eccessi di calorie, grassi  animali e sale.



Svolgere una regolare attività fisica, anche se solo una regolare passeggiata quotidiana, cosa che comunque ci aiuta a mantenerci  complessivamente in forma. Dire NO al fumo, in tutte le sue forme, considerando il fumo passivo alla stregua di quello diretto. Bere regolarmente, almeno 1,5 litri di acqua al giorno, sempre che la funzione renale lo consenta e che non sussistano problemi cardiaci. Non abusare di antidolorifici e analgesici. Controllare regolarmente, almeno una volta l’anno, la pressione arteriosa e fare un controllo periodico della micro-albumina e dei globuli rossi. Fare molta attenzione a situazioni

dialisi

Un reparto per la dialisi

riconducibili a insufficienza renale seppur lieve e al diabete.  In caso di disturbi della minzione, caratterizzati da difficoltà e/o bruciori nell’atto di urinare, rivolgersi prontamente al proprio medico curante.

I campanelli d’allarme cui porre molta attenzione sono diversi anche se, purtroppo, il più delle volte suonano in ritardo, essendo  l’insufficienza renale cronica una malattia silenziosa, nelle fasi iniziali e anche per diversi anni. Fin quando la funzionalità renale non scende sotto il 25%, non da di fatti segni della sua presenza.
I primi segni, assolutamente da non sottovalutare, di tale patologia, sono la comparsa pressoché improvvisa e ingiustificata di pressione alta, stanchezza e debolezza estreme, pallore, insonnia, perdita d’appetito, nausea e vomito, gonfiore alle gambe, caviglie, volto e mani.
Altri segno sono un aumento del volume urinario soprattutto se si verifica nelle ore notturne. Non sempre questo sintomo è riconducibile, quindi, ad una ipertrofia prostatica benigna.

urine

Useme delle urine

Urine molto scura, simili tanto per intenderci, come colore alla Coca Cola. Difficoltà ad urinare in particolar modo nell’uomo anziano,  con bruciori a urinare, minzioni frequenti e febbre.  Difficoltà a respirare accompagnata da mal di testa e, non per ultimo, coliche renali specie se accompagnate da urina che diventa rossa.
Un semplice esame delle urine è in grado di valutare lo stato di salute dei reni, esame che andrebbe effettuato su urine appena emesse.

Rispetto agli anni passati, con l’introduzione di una nuova categoria di farmaci, è possibile mantenere, anche lungamente, la situazione sotto controllo, soprattutto se ci si trova in presenza di una insufficienza renale cronica ad evoluzione lenta. Abbiamo parlato all’inizio di come, in seguito alla comparsa dell’anemia renale, che è una delle conseguenze della malattia, si instauri un circolo vizioso anche a causa della produzione insufficiente di un ormone, l’eritropoietina, deputato alla produzione dei globuli rossi e del midollo osseo. Ora, con l’introduzione abbastanza recente di una categoria di farmaci, le eritropoietine sintetiche, soprattutto quelli di ultima generazione che consentono di mantenere livelli stabili di emoglobina con una sola iniezione mensile, la situazione è nettamente migliorata, con grande vantaggio per la qualità della vita dei pazienti.
Tuttavia, vi sono delle situazioni limite per le quali è necessario intervenire con la dialisi, procedura extracorporea che tutti ben conoscono e che consiste in una sorta di lavaggio  del sangue con l’aiuto di una

trapianto

Trapianto di rene

apparecchiatura esterna. Di fatto, il sangue viene convogliato a questa apparecchiatura che fa le veci dei reni ormai danneggiati e, una volta depurato, viene nuovamente immessi in circolo. E’ una procedura alla quale ci si deve sottoporre periodicamente, nell’attesa della guarigione se possibile, o  in alcuni casi, anche per tutta la vita.

La soluzione migliore, in questi casi, resta comunque il trapianto che risolve praticamente quasi tutti i casi, definitivamente. Al paziente si trapianta un solo rene, sufficiente per la normane funzionalità renale, e solitamente i due reni non vengono asportati, per cui il soggetto trapiantato si troverà ad avere 3 reni, dei quali, ovviamente, solo uno funzionante.

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