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Nanoparticelle travestite da globuli rossi, futuro della terapia antitumorale

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); Presso l’Università di San Diego, California, è stato messo a punto un esperimento che ai più potrebbe sembrare quasi fantascientifico. Nanoparticelle polimeriche biodegradabili, contenenti farmaci antitumorali e travestite da globuli rossi! Lo studio si deve ad un team di scienziati, guidati dal Prof. Liangfang Zhang e, per ...

di Raffaela

23 Giugno 2011





Presso l’Università di San Diego, California, è stato messo a punto un esperimento che ai più potrebbe sembrare quasi fantascientifico. Nanoparticelle polimeriche biodegradabili, contenenti farmaci antitumorali e travestite da globuli rossi!

Lo studio si deve ad un team di scienziati, guidati dal Prof. Liangfang Zhang e, per ora, la ricerca è stata effettuata su topi da laboratorio. Sono state utilizzate molecole con diametro inferiore ai 100 nanometri e, dopo averle riempite di chemioterapico, sono state rivestite con la membrana esterna dei globuli rossi. In questo modo le piccolissime particelle hanno circolato nell’organismo senza essere riconosciute dal sistema immunitario e, senza troppi problemi, hanno raggiunto il bersaglio molecolare dove il farmaco è stato rilasciato.



Liangfang Zhang ha spiegato:

Questa è la prima volta che la membrana naturale di una cellula viene unita ad una  nanoparticella di sintesi per applicazioni di consegna dei principi attivi. Queste nanoparticelle avranno un rischio minimo di risposta immunitaria. 

 

Solitamente una molecola del genere, senza alcun tipo di travestimento, potrebbe circolare nel sangue solo per qualche minuto prima di essere riconosciuta ed eliminata dalle nostre cellule immunitarie. Le nanoparticelle californiane hanno, invece, resistito per ben due giorni.

Le prospettive terapeutiche che si aprono grazie a questa ricerca sono molte. Innanzitutto poter effettuare una terapia antitumorale che richieda somministrazione molto più veloci, al posto di quelle attuali per le quali ci possono volere ore. Poi si pensa che in futuro possano essere utilizzate le membrane del globuli rossi appartenenti al paziente che deve essere trattato così da ridurre al minimo la reazione immunitaria.

Ora si dovrà lavorare per raggiungere l’obiettivo della sperimentazione sull’uomo.

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