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Le emorroidi, fastidiose compagne di viaggio

Le emorroidi, fastidiose e spesso dolorose compagne di viaggio, sono provocate dal cedimento del rivestimento mucoso del canale ano-rettale. Le emorroidi sono dei cuscinetti di tessuto spugnoso molto ricco di vasi sanguigni, situato nella parte terminale del retto e dell’ano. Stiamo parlando di strutture anatomiche presenti nell’uomo sin dall’atto del ...

di Daniele Lisi

23 Ottobre 2010

emorroidiLe emorroidi, fastidiose e spesso dolorose compagne di viaggio, sono provocate dal cedimento del rivestimento mucoso del canale ano-rettale.
Le emorroidi sono dei cuscinetti di tessuto spugnoso molto ricco di vasi sanguigni, situato nella parte terminale del retto e dell’ano. Stiamo parlando di strutture anatomiche presenti nell’uomo sin dall’atto del suo concepimento, o quasi, in quanto sono presenti anche nel feto e hanno la specifica funzione di partecipare alla continenza di liquidi e dei gas.

Per anni, e anche adesso la maggior parte delle persone lo fanno, si è parlato di emorroidi per definire la patologia o il disturbo e questo in maniera scorretta in quanto, come detto, sono una parte anatomica che è soggetta ad ammalarsi e sarebbe quindi meglio parlare di malattia emorroidaria.
La malattia delle emorroidi è provocata dal cedimento del rivestimento mucoso del canale ano rettale e dal suo scivolamento verso il basso che determina la spinta verso l’esterno dei plessi emorroidarii.
La malattia emorroidaria è caratterizzata da vari stadi, dal primo al quarto, a seconda se il prolasso sia solo interno o anche esterno, se sia occasionale o permanente o se sia legato alla defecazione.

Tanti sono i fattori che possono determinare il cedimento del rivestimento mucoso rettale e tra questi ricordiamo l’invecchiamento, la difficoltosa funzione dell’intestino, dovuta all’abuso di lassativi lo sforzo durante

frutta

Una dieta ricca di fibre ne previene la comparsa

l’evacuazione, la stipsi rettale con feci solide, disidratate, che richiedono un intenso sforzo, il solito disordine alimentare con uno scarso apporto di fibre e uso eccessivo di cibi irritanti, sedentarietà e la brutta abitudine di stare a lungo seduti sul water, ad esempio per leggere il giornale.

La sintomatologia tipica della malattia emorroidaria in genere è riconducibile alle complicanze del prolasso e si manifesta con prurito anale, senso di peso rettale e perdite di sangue durante l’evacuazione. Durante queste complicanze il dolore si fa più intenso e può durare anche qualche giorno con il fastidio che si acuisce nello stare seduti o quando si è alla guida dell’automobile e può capitare che sparisca in seguito a emorragia anche modesta.

I sintomi classici sono, comunque, emorragia durante l’evacuazione, prolasso durante l’evacuazione, prurito nell’area anale, dolore e la presenza di nodulo sensibile.
Così come per tante altre patologie, anche per questa è possibile la prevenzione anche se, essendo l’avanzare dell’età una delle sue cause, è più giusto parlare di allontanamento nel tempo della sua comparsa.
In generale possiamo dire che seguendo una serie di comportamenti si riduce o si allontana il rischio di malattia. Queste indicazioni vanno seguite in particolare da chi è predisposto e quando i primi sintomi emorroidarii iniziano a farsi sentire.

Quindi la cosa fondamentale è quella di evitare la stitichezza dal momento che la patologia è rappresentata da un prolasso che è certamente favorito da uno sforzo nella evacuazione. Dal momento che il più delle volte, come abbiamo già visto in un altro precedente articolo, la stipsi è una diretta conseguenza di un certo disordine alimentare, va posta molta attenzione ad una dieta corretta e ricca di fibre. Quindi mangiare verdura, frutta e pane integrale, cereali e ricordarsi di bere molto, anche 2 litri di acqua al giorno.

chirurgia

Intervento chirurgico risolutore

La terapia farmacologica si basa essenzialmente su farmaci emostatici (in fase di sanguinamento), anticoagulanti locali (per prevenire la trombizzazione), farmaci vasoprotettori, anestetici locali, spasmolitici, vasocostrittori e antinfiammatori. Paradossalmente i soggetti con patologie cardiovascolari che sono costretti per tutta la vita ad assumere alcuni farmaci tra i quali, appunto, anticoagulanti e vasoprotettori, sono meno esposti a questa patologia.

La terapia della malattia emorroidaria in stadio particolarmente avanzato è essenzialmente chirurgica. Tutte le tecniche adottate oggi, se eseguite a regola d’arte ne assicurano la perfetta guarigione.

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