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Malattia di Alzheimer

La Malattia di Alzheimer è la patologia a carattere neurodegenerativo più diffusa nel mondo: si caratterizza per la compromissione progressiva delle funzioni intellettive come memoria, capacità di orientamento, giudizio, concentrazione e attenzione, sino alla perdita completa dell’autonomia. Si stima che in tutto il mondo ne soffrano almeno 36 milioni di persone, ...

di Redazione TuttaSalute.net

09 Giugno 2011

La Malattia di Alzheimer è la patologia a carattere neurodegenerativo più diffusa nel mondo: si caratterizza per la compromissione progressiva delle funzioni intellettive come memoria, capacità di orientamento, giudizio, concentrazione e attenzione, sino alla perdita completa dell’autonomia.

Si stima che in tutto il mondo ne soffrano almeno 36 milioni di persone, che diventeranno oltre 65 milioni nel 2030 e addirittura 115 milioni nel 2050. Nel nostro Paese sono oltre 600 mila le persone affette, spesso molto anziane, con un’età media di 78 anni, diagnosticate in media due anni dopo l’insorgere dei primi sintomi.

L’Alzheimer può avere un esordio insidioso, con disturbi aspecifici della memoria scambiati come normali difficoltà dell’invecchiamento, per cui spesso la malattia passa inosservata per qualche tempo prima della diagnosi: generalmente i pazienti giungono a una visita specialistica quando la sintomatologia è in fase già avanzata.

Ciò determina una disabilità grave, con considerevole impatto di tipo economico e sociale: oneri sulla vita familiare, perdita di reddito e ore dedicate all’assistenza sono tra le conseguenze più frequenti che i caregiver di un paziente affetto da Malattia di Alzheimer devono sopportare.

L’obiettivo delle terapie è quello di ridurre le complicanze prolungando l’efficienza intellettiva residua. I farmaci attualmente disponibili non permettono di ottenere la guarigione, ma riescono ad assicurare un buon controllo dei sintomi della malattia, soprattutto in fase medio-lieve, salvaguardando la qualità della vita dei pazienti e dei caregiver.

Seguire un ammalato per lungo tempo costringe spesso il caregiver a negare se stesso e i propri bisogni, adattandosi alle necessità dei pazienti. Per questo motivo è importante il contributo che le Associazioni come l’AIMA (Associazione Italiana Malattia di Alzheimer) offrono ai familiari caregiver, che meglio di chiunque altro conoscono le problematiche e i cambiamenti del paziente e il modificarsi progressivo delle necessità assistenziali.

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