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Per sconfiggere la droga la Global Commission incoraggia la legalizzazione

È stato reso noto il 2 giugno a New York il rapporto della Global Commission Policy on Drug, un testo che ha sorpreso molti per le sue linee guida che segnano una forte rottura con il passato. The time is now è lo slogan di questo evento, il tempo delle ...

di Raffaela

05 Giugno 2011

È stato reso noto il 2 giugno a New York il rapporto della Global Commission Policy on Drug, un testo che ha sorpreso molti per le sue linee guida che segnano una forte rottura con il passato. The time is now è lo slogan di questo evento, il tempo delle modifiche è ora.

Non si parla più di lotta alla droga, ma di droga. Soprattutto gli esperti dell’Onu, tra cui l’ex segretario Kofi Annan ammettono il fallimento della politica repressiva di questi anni che non ha migliorato la situazione, anzi ha “riempito le carceri”. Si legge nel rapporto:

La guerra mondiale alla droga ha fallito con devastanti conseguenze per gli individui e le comunità di tutto il mondo. Le politiche di criminalizzazione e le misure repressive hanno chiaramente fallito nello sradicarla”.

Viene lanciato il concetto di droga come problema sanitario, di tossicodipendente come malato piuttosto che come criminale, dunque un paziente che ha bisogno di aiuto e di sostegno in primis dagli enti sanitari.

Ciò che più preoccupa è che gli strumenti messi in campo dai governi mondiali negli anni non hanno risolto problemi quali l’Hiv o i decessi per overdose, con un enorme consumo di risorse economiche da parte degli stessi governi. Secondo i grandi riunitisi “le politiche repressive rivolte al consumatore impediscono misure di sanità pubblica per ridurre l’Hiv, le vittime dell’overdose e altre pericolose conseguenze dell’uso della droga”. Come scritto nel comunicato stampa diffuso:

Cinquant’anni dopo la firma della Convenzione dell’Onu  sulle droghe e 40 anni dopo la guerra lanciata dal presidente americano Richard Nixon, è urgente riformare le politiche nazionali e internazionali sul controllo sulle droghe. E’ ora di iniziare a trattare la tossicodipendenza come una questione di salute, riducendo il consumo attraverso iniziative di educazione e legalizzando la cannabis, anziché continuare a criminalizzarla.

Un cambio di rotta che farà discutere parecchio, perché la strada che viene delineata è quella di una diversa regolamentazione delle droghe, in particolar modo della cannabis, si parla di “incoraggiare la sperimentazione di modelli di legalizzazione” Un messaggio forte incentrato sul “sostituire la criminalizzazione e la punizione della gente che usa droga con l’offerta di trattamento sanitario”, un traguardo da raggiungere, ora.

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