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Epidemia di E.coli: nuovi indizi sulle cause, ma sale la psicosi

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); I contagi sono arrivati a 2000, le nazioni interessate comprendono mezza Europa: Germania,  Svezia, Austria, Gran Bretagna, Repubblica Ceca, Danimarca, Francia, Olanda, Norvegia, Spagna, Svizzera e Stati Uniti, ma ancora non si conosce con certezza la provenienza di questo batterio che ha causato la morte di ...

di Raffaela

04 Giugno 2011





I contagi sono arrivati a 2000, le nazioni interessate comprendono mezza Europa: Germania,  Svezia, Austria, Gran Bretagna, Repubblica Ceca, Danimarca, Francia, Olanda, Norvegia, Spagna, Svizzera e Stati Uniti, ma ancora non si conosce con certezza la provenienza di questo batterio che ha causato la morte di 18 persone tutte tedesche o che avevano soggiornato in Germania.

Qualche giorno fa sono stati scagionati i cetrioli spagnoli, cosa che ha fatto adirare il premier Zapatero considerando l’ingente danno economico derivante da questa accusa rivelatasi fasulla. Nel frattempo la Russia ha bloccato l’importazione da tutta Europa, con il rischio di mettere in ginocchio il commercio agricolo del vecchio continente.



L’Oms ha identificato questo tipo di E.coli come un ceppo nuovo, molto tossico e resistente agli antibiotici. Si era anche pensato che il focolaio di infezione provenisse direttamente dall’acquedotto di Amburgo, città epicentro del contagio, ma già oggi la situazione appare diversa. Sembra quasi certo che all’origine di tutto ci sia un concime infetto usato nei campi per la verdura.

Insomma una situazione già complicata resa ancor più difficile dalla psicosi dilagante di questi giorni, nonostante l’invito alla calma lanciato anche dal Ministro della Salute Fazio che lunedì incontrerà a Lussemburgo gli altri ministri dell’UE e mercoledì gli assessori regionali alla sanità. Il governatore del Veneto Luca Zaia, per dimostrare la genuinità e sicurezza dei prodotti locali ha organizzato per oggi l’assaggio di una mega insalata condita con cetrioli appena colti.

Come sempre l’invito di tutte le organizzazioni e istituzioni sanitarie è quello di rispettare le consuete norme di igiene, lavare bene le mani e gli alimenti, pulire gli utensili usati per tagliare i cibi.

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