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Il silenzio dell’uomo è il rumore assordante dell’inconscio

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); Il silenzio dell’uomo è un evento suggestivo. Durante questi momenti di ritiro nella mente di ogni persona vengono attivate una miriade di associazioni di idee, pensieri, ricordi. E’ paragonabile al continuo e affascinante movimento di stelle, molecole e atomi che caratterizzano lo spazio interstellare. Nel silenzio si ...

di Dott.ssa Elena Bernabè

22 Ottobre 2010





Il silenzio dell’uomo è un evento suggestivo. Durante questi momenti di ritiro nella mente di ogni persona vengono attivate una miriade di associazioni di idee, pensieri, ricordi. E’ paragonabile al continuo e affascinante movimento di stelle, molecole e atomi che caratterizzano lo spazio interstellare.

Nel silenzio si crea. Spesso questa circostanza di quiete apparente viene associata invece al vuoto, alla passività, all’inerzia e all’inutilità. In effetti il silenzio può accompagnare la sottomissione passiva generata dall’utilizzo errato della televisione, dei vari videogiochi o quant’altro: in questo caso si può parlare di silenzio passivo, dannoso e negativo. Ma se il silenzio avviene in una relazione o in seguito ad un evento o sussiste perchè la persona è sola e non può interagire con nessun altro, allora è un silenzio costruttivo. In tutte queste circostanze l’uomo attenua le proprie difese e si abbandona al pensiero.

La parola tace per lasciare spazio all’attività più o meno consapevole della mente.



Ed in questi momenti così intimi e personali si creano idee, convinzioni, riflessioni fondamentali per la crescita di ogni individuo.

Il silenzio, in modo particolare nella nostra società occidentale, viene vissuto come imbarazzante, inutile, da coprire nell’immediato attraverso il rumore, mediante parole anche inutili, con l’attività frenetica. Il silenzio spaventa probabilmente perchè in questi momenti siamo costretti a guardarci dentro ed è un evento che non dipende sempre dalla nostra razionalità: il pensiero galoppa e spesso a nostra insaputa.

Una disciplina che riconosce l’importanza basilare del silenzio è la psicologia: in questo ambito le parole sono importanti ma ancor più preziose sono le pause tra una frase ed un’altra, tra un argomento ed un altro, tra una domanda ed una risposta. In questi momenti “bui” la mente lavora e le emozioni prendono il sopravvento.

Il silenzio attivo è riflessione, raccoglimento, pensiero creativo. L’uomo deve imparare a praticarlo maggiormente, ad apprezzarlo ancor di più e a considerarlo come parte integrante di una discussione: deve divenire all’altezza della parola per poter riuscire a comprendere davvero il messaggio autentico di un’interazione.

Come sosteneva anche lo scrittore britannico William Hazlitt “il silenzio è una delle grandi arti della conversazione”.

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