Questo sito contribuisce
all'audience di

 

L’Oms avvisa: è possibile una relazione tra cellulari e cancro

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); Le radiazioni elettromagnetiche emesse dai dispositivi cellulari aumentano il rischio di tumore al cervello, in particolare si evidenziano più casi di glioma, una neoplasia maligna, e di tumore del nervo acustico definito neurinoma acustico. La notizia arriva dall’ Iarc (Agenzia Internazionale per la ...

di Raffaela

01 Giugno 2011





Le radiazioni elettromagnetiche emesse dai dispositivi cellulari aumentano il rischio di tumore al cervello, in particolare si evidenziano più casi di glioma, una neoplasia maligna, e di tumore del nervo acustico definito neurinoma acustico.

La notizia arriva dall’ Iarc (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) dell’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) i cui 31 specialisti si sono incontrati a Lione per discutere circa la pericolosità dei campi magnetici a radiofrequenza.

Per anni l’Oms aveva sostenuto che non esistevano prove evidenti che collegassero l’uso del telefonini a forme tumorali ora, invece, fa marcia indietro. Dopo aver analizzato la letteratura scientifica esistente in merito, i ricercatori hanno cambiato la classificazione di tali dispositivi.

Infatti tanti prodotti chimici, alimentari, elettronici e così via sono raggruppati in base alla pericolosità ed il rischio cancerogeno. I cellulari rientrano adesso nel gruppo 2B che significa “possibile rischio cancerogeno per l’uomo”.



Jonatan Samet, a capo del gruppo di esperti dell’ Iarc ha dichiarato:

Le evidenze sono forti abbastanza per sostenere una conclusione e la classificazione 2B. Significa che ci potrebbe essere qualche rischio e quindi abbiamo bisogno di tenere sotto controllo il legame tra cellulari e rischio di cancro. 

Questo riguarda anche altri apparecchi quali microonde, televisione, radio.  Per giungere a questa conclusione gli scienziati si sono basati su studi condotti su animali ed epidemiologici,  e su analisi svolte negli ultimi 10 anni sull’uomo.

Non è ancora chiaro il meccanismo con cui questi apparecchi possono causare danni, servono ulteriori indagini ed analisi per ottenere maggiori informazioni. Le ricerche, dunque, non finiscono qui ma continuano per capire gli effetti a lungo termine dell’uso di cellulari anche per evitare forme di allarmismo. Intanto Christopher Wild, direttore dell’Iarc, consiglia:

In attesa della disponibilità di queste informazioni è importante adottare misure pratiche per ridurre l’esposizione, come i dispositivi viva voce o gli sms. 

Nel mondo sono circa 5 miliardi i telefonini, non meraviglia che la notizia ha fatto subito il giro del mondo. A luglio sarà pubblicato su The Lancet Oncology un resoconto del lavoro svolto dal gruppo di esperti dell’ Iarc.

Leggi anche

Seguici