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Gastroscopia, esame terribile? No, solo fastidioso

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); Le patologie dell’apparato digerente sono tante e molte di queste possono essere accertate inequivocabilmente solo con la gastroscopia classica o transnasale, l’esame diagnostico di riferimento che ne consente di valutare, per visione diretta, lo stato di salute. A molti il solo pensiero di doversi sottoporre ad un ...

di Daniele Lisi

21 Ottobre 2010





gastroscopiaLe patologie dell’apparato digerente sono tante e molte di queste possono essere accertate inequivocabilmente solo con la gastroscopia classica o transnasale, l’esame diagnostico di riferimento che ne consente di valutare, per visione diretta, lo stato di salute.

A molti il solo pensiero di doversi sottoporre ad un esame invasivo, per lo più alquanto fastidioso, sconcerta o addirittura spaventa. Dover inserire in bocca, giù giù fino allo stomaco, un tubo flessibile del diametro di circa 1 cm (per l’esattezza 98 mm) è una delle cose meno simpatiche che si possa immaginare, ma il più delle volte, a detta delle stesse persone che vi si sono sottoposte, alla fine si tratta di 5/6 minuti di fastidio e nulla più. Certo, grande importanza riveste anche il grado di sensibilità personale, diverso per ciascuno di noi così come è diversa la soglia del dolore, ma l’esame è assolutamente indolore e, cosa di non poco conto, non prevede l’utilizzo di apparecchiature radiografiche.

Ma come si svolge questo famigerato e terribile, si fa per dire, esame. Innanzi tutto va effettuato a digiuno da almeno 8 ore, sdraiati su di un fianco, quello tipico dello svuotamento dello stomaco, e con la bocca tenuta aperta da uno speciale piccolo strumento per evitare che il paziente morda il tubo flessibile. In base allo stato emotivo del paziente, il medico provvederà ad una leggera sedazione per via generale e a livello della bocca. Ciò fatto verrà introdotto, delicatamente, il sondino, dotato di una telecamera e di un mini impianto di illuminazione alla punta, nella bocca e, con la collaborazione del paziente che ingoierà per facilitare e rendere meno fastidioso il passaggio del sondino stesso, il medico potrà osservare lo stato di salute effettivo del tratto gastrico.

batterio

L'helicobacter pilori

Se necessario il medico potrà insufflare aria per allargare le pareti gastriche e rendere più chiara la visione sul monitor.
L’esame non prende molto tempo, è abbastanza rapido nel suo insieme, in tutto 4/6 minuti che tuttavia possono essere di più nel caso fosse necessario fare una biopsia di qualche tratto sospetto o semplicemente per verificare, subito e direttamente, l’eventuale presenza del famigerato elicobacter pilori, uno dei batteri più noti che è presente nell’apparato digerente di più della metà della popolazione mondiale e responsabile di varie patologie e, se non eradicato, uno dei principali fattori di rischio per l’insorgere di una neoplasia a livello gastrico.



Per eradicarlo, nel caso se ne rilevasse la presenza, basta una semplice profilassi che prevede l’uso di 2 antibiotici per un breve lasso di tempo. Va detto che la presenza di questo batterio è rilevabile anche da altri esami non invasivi quali il breath test, che dà un risultato positivo solo quando c’è il batterio, esame che comunque, a volte, non è del tutto chiarificatore.
Dopo il completamento dell’esame, il sondino viene rimosso e il paziente può tornare regolarmente a casa osservando una giornata di alimentazione molto ridotta e, certamente, non immediatamente successiva alla fine dell’esame.
In alternativa, come abbiamo accennato all’inizio, vi è anche la possibilità di sottoporsi a gastroscopia con l’introduzione del sondino per via nasogastrica, quindi anche privo di quei fastidi che, anche se pochi, l’introduzione per via orale può provocare.

sondino

Il sondino transnasale

Va detto però che non tutti i centri dove è possibile effettuare una gastroscopia, effettuano anche quella con introduzione transnasale che quindi, chi volesse sottoporsi a questa metodica, deve fare una ricerca per sapere dove rivolgersi.
Il sondino transnasale, inoltre è ovviamente più sottile di quello tradizionale, soli 56 mm e questa metodologia è indicata in particolare per quei pazienti particolari, ovvero quelli che, per patologie del cavo orale, non possono aprire la bocca, o per chi soffra di insufficienza respiratoria, spesso cardiorespiratoria, chi soffra di emorragie, chi è in gravidanza.

Inoltre, i pochi fastidi post esame dei quali possono soffrire i pazienti sottoposti a gastroscopia tradizionale, con questa metodica sono assolutamente assenti, tant’è che è possibile mangiare prima e riprendere anche le normali attività in tempi rapidissimi.
Quindi, nessuna paura, è possibile affrontare questo esame con la massima tranquillità.

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