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Le correzioni sono utili o dannose?

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); Correggere una persona è un’azione che può portare giovamento oppure è di ostacolo alla sana autocritica? Dipende. Tutto il nostro sistema occidentale è basato sulle correzioni da parte di un agente esterno, persona o legge che sia. La scuola è l’esempio più importante della pratica correttiva, ma anche ...

di Dott.ssa Elena Bernabè

30 Maggio 2011





Correggere una persona è un’azione che può portare giovamento oppure è di ostacolo alla sana autocritica?

Dipende.

Tutto il nostro sistema occidentale è basato sulle correzioni da parte di un agente esterno, persona o legge che sia. La scuola è l’esempio più importante della pratica correttiva, ma anche la religione, l’educazione e via dicendo. Spesso ci sentiamo in forte dovere, a livello personale, di correggere chi ci sta vicino.



Ma questo modo di fare è davvero utile? La maggior parte delle volte si rivela deleterio e non in grado di portare l’individuo che erra verso una sana ed adeguata autocritica. Ciò accade perché la persona che corregge solitamente è spinta da un senso di superiorità e grandezza malsano e ciò che vuole dimostrare è la propria onnipotenza e non la volontà di aiutare l’altro.

La linea che distingue una disinteressata e trasparente correzione dall’intento spesso inconscio di voler dimostrare la propria superiorità intellettiva, è sottile e subdola: è facile cadere aldiquà del confine egoistico!

Ben vengano i consigli, i divieti e le correzioni per i più piccoli – purchè adeguate al contesto e non eccessive – ma nel momento in cui l’individuo cresce e diviene adulto allora esse si rivelano malsane e possono originare lontananze e fughe relazionali. Se si vuole aiutare una persona in difficoltà l’arma più potente è la comprensione che può esercitarsi solamente mediante il dialogo e l’ascolto e non il giudizio e l’automatica correzione!

Può capitare anche di considerare un errore laddove invece per un’altra persona non sussiste: le nostre prospettive e punti di vista sono diverse le une dalle altre ed è anche per questo motivo che la correzione non può portare a nulla mentre la comprensione si.

Il maestro più efficace nel caso di un errore è senza dubbio lo sbaglio effettuato in prima persona: diffondiamo allora la cultura dello sbaglio tra i bambini, gli adolescenti e gli adulti affinché possano in modo autonomo correggersi e comprendere effettivamente se, come e dove ci si è sbagliati.

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