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Cellule del cervello ottenute direttamente da cellule della pelle

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); Cellule del cervello ottenute  direttamente da  cellule della pelle; è quanto è riuscito a realizzare un gruppo di ricercatori presso la Stanford University School of Medicine. Si aprono così inaspettatamente nuovi orizzonti nella ricerche per combattere, o per lo meno, per affrontare quasi ad armi pari, alcune ...

di Daniele Lisi

27 Maggio 2011





staminaliCellule del cervello ottenute  direttamente da  cellule della pelle; è quanto è riuscito a realizzare un gruppo di ricercatori presso la Stanford University School of Medicine.
Si aprono così inaspettatamente nuovi orizzonti nella ricerche per combattere, o per lo meno, per affrontare quasi ad armi pari, alcune malattie neurologiche degenerative, l’ultima spiaggia per molte persone della nostra epoca.

Queste gravi e letali patologie neurologiche degenerative sono in costante aumento grazie anche al fatto che la vita media si è significativamente allungata e che quindi le aspettative di vita, almeno nei Paesi industrializzati, ricchi e con un efficiente sistema di assistenza sanitaria, sono decisamente superiori a quelle degli anni sessanta. Certo, dall’inizio del secolo, la medicina, così come la chirurgia, hanno fatto passi avanti più che rilevanti, a tutto vantaggio dell’allungamento della vita e anche di una migliore qualità della  stessa.
Ma, comunque, si è dovuto pagare uno scotto in termini di maggiore incidenza di malattie degenerative, classiche dell’età, che prima erano molto meno frequenti.

La ricerca portata avanti dal dottor Mario Wernig, assistente professore di patologia e membro dell’Istituto di Stanford per Stem Cell Biology e  medicina rigenerativa, ha dimostrato che è possibile attenere gli stessi risultati anche in assenza delle cellule staminali. Ovviamente la ricerca è appena agli inizi, nel senso che, pur partendo da lontano, ha avuto dei primi incoraggianti risultati solo recentemente. Ovviamente, si è ancora ben lontani dall’aver risolto il problema, ma la strada imboccata sembra essere, almeno, molto incoraggiante. Se poi sarà quella giusta, sarà il prosieguo della ricerca a dimostrarlo, o meno.

ricerca

La ricerca medica

Il dottor Mario Wernig ritiene che ormai si sia molto vicini ad essere in grado di mimare malattie cerebrali o neurologiche in laboratorio. Nella ricerca è di fondamentale importanza poter disporre di modelli patologici sui quali poter lavorare per condurre le ricerche, campioni finora forniti dai topi di laboratorio, organismi, comunque, che hanno certamente delle notevoli differenze con l’organismo umano. Non è detto, e le tante illusioni seguite da delusioni  lo dimostrano, che una cura od un trattamento che funziona per un topo, possa avere le stesse probabilità di successo sull’uomo.
Lo studio è il più recente nel campo in rapida evoluzione di nuove transdifferenziazioni, dove le cellule sono costrette ad assumere nuove identità. Negli ultimi 12 mesi, gli scienziati hanno trasformato il tessuto connettivo della pelle in cellule cardiache, cellule del sangue e  cellule del fegato.



In seguito al loro successo con le cellule della pelle dei topini da laboratorio, il gruppo di ricerca ha tentato di ripetere lo stesso esperimento usando però pelle umana.
La trasformazione di cellule staminali non specializzate in neuroni perfettamente funzionanti, diciamo così, ha richiesto solo pochi giorni, mentre la stessa trasformazione ad opera di pelle umana ha invece richiesto  un tempo decisamente molto più lungo, oltre a dare luogo a neuroni che avevano una certa difficoltà ad interagire con gli altri ottenuti nell’altro modo.
Ma, continuando con la sperimentazione, il gruppo di ricerca è riuscito anche a superare questo ostacolo, mentre non è ancora riuscito a ridurre significativamente i tempi di trasformazione.

Ma, come detto in precedenza, la strada sembra ormai essere tracciata e, continuando nella ricerca, si pensa che si possa arrivare a risultati di un certo interesse.

topolino

Topolino da laboratorio

Una delle poche cosa che non sono date da sapere, sono i tempi che tale ricerca richiederà.
Ma si sa, tutte le scoperte di un certo rilievo, sia in ambito medico che scientifico, hanno richiesto sempre dei tempi tecnici, spesso e volentieri costellati da imprevisti.

Fanno eccezioni quelle scoperte casuali, non ricercate, che si sono presentate per caso, e che hanno dato una svolta importante alla ricerca medica.
Del resto, una delle poche cose che non devono mai venire a mancare sono l’ottimismo e la fiducia. Chi avrebbe mai detto, all’inizio del secolo, che la vita media si sarebbe così tanto allungata. Eppure è successo.

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