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La teledipendenza

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); La teledipendenza, una sorta di dipendenza tecnologica, o meglio, una delle nuove frontiere delle dipendenze che sempre più spesso ci affliggono. Non si tratta certamente di un problema tutto italiano, ma piuttosto di un problema comune a tutte le nazioni industrializzate, a quelle nelle quali, ormai, ...

di Daniele Lisi

26 Maggio 2011





teledipendenzaLa teledipendenza, una sorta di dipendenza tecnologica, o meglio, una delle nuove frontiere delle dipendenze che sempre più spesso ci affliggono. Non si tratta certamente di un problema tutto italiano, ma piuttosto di un problema comune a tutte le nazioni industrializzate, a quelle nelle quali, ormai, la televisione ha occupato un posto di primaria importanza nelle case dei cittadini.
La teledipendenza ha origini certamente non antiche anche perché, almeno nel nostro Paese, la televisione ha fatto il suo ingresso circa una cinquantina d’anni fa, all’inizio timidamente, in punta di piedi e essenzialmente nelle case delle poche persone che se lo potevano permettere. Ma poi, con il boom economico e con il progressivo abbassarsi dei prezzi, la televisione è diventata quasi il fulcro delle famiglie, ha preso praticamente il posto  del camino, o focolare che dir si voglia, di una volta nelle case di campagna, camino attorno al quale ci si raccoglieva durante le fredde serate d’inverno per riscaldarsi e chiacchierare, con una fondamentale differenza, però:  attorno al camino si chiacchierava, appunto,  mentre davanti al televisore si sta quasi in religioso silenzio, per non perdere una sola parola.

Se vogliamo trovare un esordio per questo fenomeno, potremmo ricercarlo nella errata abitudine che molti genitori hanno avuto in passato, e hanno tutt’ora, di parcheggiare i figli piccoli davanti alla TV, semmai nel box, per dar loro una forma di intrattenimento, una sorta di tata elettronica che ha saputo fare benissimo il suo lavoro, tanto da diventare, man mano che i figli crescevano, sempre più insostituibile, sempre più un sicuro punto di riferimento, quasi più di un genitore. Una educatrice, una compagna per le lunghe ore passate in sua compagnia, una che non tradisce.

Se questo era vero diversi anni fa, quando i canali disponibili erano, all’inizio uno solo, per poi passare a 2, a 3 e, man  mano, a 6 con l’avvento della TV commerciale, lo è ancora di più adesso che, con l’avvento della TV satellitare e del digitale terrestre, l’offerta di canali disponibili è ben oltre il centinaio; non c’è che l’imbarazzo delle scelta.
Del resto, se era una soluzione perfetta per le mamme d’allora, che così riuscivano a trovare il tempo per svolgere  le faccende di casa senza dover continuamente badare ai piccoli, lo è a maggior ragione ancora più che perfetta per le mamme d’oggi, che oltre tutto sono cresciute con tata TV.
Ma a parte questa doverosa premessa, necessaria per chiarire le origini temporali di questo fenomeno,  quali  sono le caratteristiche di questa dipendenza moderna.

bimbi e tv

Bambini parcheggiati davanti alla TV

Esse vanno divise in due categorie ben definite:  fattori psico-sociali e fattori comportamentali.
Ne fattori psico-sociali, rientrano, di fatto, quelli che abbiamo individuato essere, in un cerro senso, l’origine del fenomeno, ovvero la  trasformazione della televisione da strumento multimediale di informazione e di intrattenimento, a una vera e propria educatrice, ad una compagna virtuale del tempo libero a volte, addirittura, preferita alla compagna-compagno reale, ad un modello di vita. La sua fondamentale funzione di informazione e divulgazione è andata man mano modificandosi nel tempo, fino a diventare un educatore per i bambini e un modello per gli adulti.

Un modello da tenere  in così tanta considerazione che  si è giunti a darle una sorta di patente di infallibilità. Se una cosa si è vista  o sentita per televisione, allora è una verità assoluta, senza possibilità di replica e senza, quindi, la possibilità che sorga il dubbio che, semmai, si tratta solo di una opinione o di un aspetto del problema. Questo vale, ovviamente, nel campo dell’informazione e anche della pubblicità. Se, per esempio,  la pubblicità apparsa in televisione sostiene che quella determinata marca di detersivo è eccellente, non vi è alcuna possibilità che invece non lo sia. E questo è evidentemente una distorsione seria della funzione che dovrebbe avere invece il mezzo televisivo.



grande fratello

Uno dei Reality più seguiti

La realtà televisiva ha cominciato a produrre dei veri e propri modelli da imitare,  esempi di vita o personaggi che sono entrati prepotentemente nelle nostre case e che riescono a condizionare i comportamenti  di tutti quei soggetti che sono, appunto, teledipendenti. Prendiamo, ad esempio, i vari Reality, seguitissimi e osannati da una larga fascia di giovani e, insospettabilmente, anche da persone non più giovanissime.  Da qualche anno a questa parte sono diventati un punto di riferimento per molte persone, in particolar modo per le tante persone di una certa età che, sole, passano gran parte della loro giornata davanti alla compagna/compagno  TV, trasmissioni che riescono a riempire le loro lunghe giornate di solitudine e che, in questo caso, una certa funzione sociale  se la sono conquistata. Ma questo sempre per colpa del vuoto lasciato dalle organizzazioni sia pubbliche che provate che dovrebbero, invece, essere di supporto per queste persone, organizzazioni che  non hanno saputo portare a termine la loro missione.
A questo si aggiunge il fatto della sempre più complicata e, spesso, insicura  crescita dell’organizzazione sociale e quindi della possibilità si stringere delle amicizie o dei rapporti, se vogliamo, di buon vicinato che una volta, nelle piccole cittadine e nelle antiche comunità rurali, erano praticamente all’ordine del giorno.

carosello

Il mitico Carosello, l'antesignano della pubblicità in TV

Ci si conosceva e ci si frequentava tutti, sempre, anche con l’avanzare dell’età, cosa che oggi nelle grandi città, assediate dal traffico e dalla microdelinquenza, è oltremodo complessa, praticamente quasi impossibile.
Quindi la televisione è diventato una sorta di luogo dove è facile rifugiarsi, dove basta un telecomando per trovare la compagnia giusta e, se quella scelta non soddisfa a pieno, basta un click per trovarne un’altra più accattivante.

Tra i fattori comportamentali che determinano la teledipendenza va ricordato quello che forse è il più importante:  la telefissazione.
Questa coincide, in genere, con una tendenza alla contemplazione anomala della televisione, in stanze semibuie o comunque poco illuminate, con un atteggiamento silenzioso e immobile, da soli o ignorando le persone presenti. Anche se in compagnia di altre persone o di qualche familiare, il teledipendente si assenta completamente, basta  accendere la televisione e il suo interesse ne sarà completamente assorbito e, intorno a lui, accada quel che accada. Si viene quasi ipnotizzati da quello che passa sullo schermo televisivo. La televisione è suoni, immagini, colori e, quando tutto questo diventa troppo ingombrante, soprattutto se seguito quasi in trance in una condizione di scarsa illuminazione, si corre il rischio  che si possa attivare una sorta di confusione sensoriale che interessa la parte emotiva del nostro cervello , l’emisfero destro, lasciando meno spazio alle aree del pensiero razionale.

Tipica è la condizione che ormai è diventata una abitudine di molte persone, quella di andare a letto con la televisione accesa e, semmai, lasciarla così per tutta la notte.

cane e tv

Ma capita anche a loro?

Riconoscere i segni di una teledipendenza non è poi tanto semplice in quanto , alcune dimostrazioni di particolare interesse sono da attribuirsi a particolari eventi trasmessi via TV, come eventi e gare sportive.
Ma i dubbi di trovarsi in presenza di questa moderna dipendenza sono, se vogliamo, molto più di un semplice dubbio in presenza di particolare euforia od esaltazione nella contemplazione delle immagini televisive in genere (ovviamente se si tratta di un evento sportivo questo potrebbe  rientrare tranquillamente nella norma);  quando ci si trova in presenza di una rarefazione dei rapporti sociali ai quali si preferisce la TV, così come quando si disdegna di uscire in una bella giornata di sole per fare una passeggiata con qualche parente o amico, preferendo assistere ad un insulso, semmai, programma televisivo; oppure in presenza di un appiattimento delle proprie capacità di critica con la tendenza di prendere per oro colato ciò che si vede in televisione.
La possibilità di liberarsi da questa dipendenza sta tutta nelle nostre capacità e voglia di riprenderci la nostra vita, vita di amicizie e rapporti sociali da coltivare sempre quotidianamente.

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