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Tumori più sensibili alla chemio, con un analogo della spezia curcumina

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); La curcumina, spezia storicamente impiegata dalla medicina Ayurvedica è divenuta oggetto di studio anche da parte della University of Michigan Comprehensive Cancer Center. I ricercatori hanno, infatti, condotto una serie di test dimostrando l’efficacia del composto FLLL32, analogo della curcumina, come adiuvante nella terapia antitumorale. Questa sostanza, ...

di Raffaela

21 Maggio 2011





La curcumina, spezia storicamente impiegata dalla medicina Ayurvedica è divenuta oggetto di studio anche da parte della University of Michigan Comprehensive Cancer Center. I ricercatori hanno, infatti, condotto una serie di test dimostrando l’efficacia del composto FLLL32, analogo della curcumina, come adiuvante nella terapia antitumorale.

Questa sostanza, di cui sono già note proprietà antiossidanti ed antinfiammatorie, è in grado di rendere le cellule tumorali più responsive ai farmaci chemioterapici. La ricerca è stata effettuata in vitro (in laboratorio, non sull’organismo) su cellule cancerose di collo e testa e, l’uso di FLLL32, ha permesso di raggiungere l’effetto terapeutico abbassando le dosi di farmaco di ben quattro volte.



Risultati che fanno ben sperare nel futuro e che sono avvalorati dall’evidenza che l’analogo della curcumina si lega ad una proteina delle cellule tumorali responsabile della resistenza delle stesse ai chemioterapici. Infatti questa proteina, la cui concentrazione, nelle cancerose della testa e del collo, aumenta di circa l’80% altera il ciclo di morte cellulare.

Durante gli studi è stato utilizzato il farmaco antitumorale cisplatino e, come afferma Thomas Carey tra gli autori dello studio:

Questo lavoro apre la strada alla possibilità di usare dosi ridotte e quindi meno tossiche di cisplatino per ottenere un effetto equivalente o addirittura migliore sui tumori.

I ricercatori devono adesso migliorare l’assorbimento del composto FLLL32 da parte dell’organismo, per poterlo poi sperimentare sull’uomo.

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