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Impariamo a cadere e a rialzarci

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); Dobbiamo saper cadere, imparare a cadere per non farci male. Cadere è parte del gioco, è parte della vita ed è intelligente imparare a farlo nella maniera più efficace e funzionale possibile. Nel gioco, così come accade anche nella vita, ci sarà sempre qualcosa o qualcuno che ...

di Redazione

16 Maggio 2011





foto di proprietà di Giuseppe CavigliaDobbiamo saper cadere, imparare a cadere per non farci male.

Cadere è parte del gioco, è parte della vita ed è intelligente imparare a farlo nella maniera più efficace e funzionale possibile. Nel gioco, così come accade anche nella vita, ci sarà sempre qualcosa o qualcuno che ci butterà a terra, e il nostro compito, se non vorremo rimanere sconfittisarà quello di non farci male e saperci rialzare. Se sappiamo come cadere sarà più facile!

Ancora una volta ci vengono in soccorso le arti marziali, veri e propri alleati del nostro benessere, sia perché riescono a migliorare il nostro umore, combattere lo stress e l’ansia ma soprattutto perché ci insegnano a prevenire possibili traumi anche di una caduta accidentale. Se pensiamo alle immagini di questi sport,dove vediamo gettare a terra con violenza l’avversario, sul momento ci potrà sembrare strano.foto di proprietà di giuseppe caviglia

Ju Jitsu, Aikido, Judo hanno il loro fondamento in raffinate tecniche di proiezione sbilanciamenti, dove chi subisce queste tecniche (detto uke) deve essere in grado di assorbire le cadute con strategie e tecniche particolari, ci spiega il maestro di Arti Marziali Giuseppe Caviglia ……..Leggero come una piuma, l’uomo descrive un pittoresco semicerchio in aria e si abbatte con un tonfo sordo sul tappeto (tatami). Se non ci fosse il tonfo ad indicare che l’uomo pesa come un comune mortale, potresti credere che i due lottatori siano come “Uomini Vento(Kase Hito) del Tibet, leggeri ed evanescenti, tanto è irrisoria la facilità con cui si sollevano da terra ……(Considerazioni di un giornalista, tratto dal libro “La Dolce Arte del Samuray” del Maestro Gino Bianchi). “Mi piace introdurre con questa famosa citazione il mio discorso sulle cadute (ukemi); cadute intese come conseguenza di una tecnica di proiezione nella pratica delle Arti Marziali.

Ad un profano potrà sembrare strano vedere una persona cadere e rialzarsi come se nulla fosse. Chiaramente, questo grado di preparazione si ottiene con una costante pratica delle arti degli antichi samurai.



Il saper cadere, ci permette anche, a livello inconscio, di limitare ifoto di proprietà di Giuseppe Caviglia danni dopo una caduta accidentale durante la nostra vita quotidiana. Premetto, ci sono alcuni casi in cui questo principio, per svariate componenti non controllabili, non funziona. La caduta da noi insegnata è, in poche parole, un rotolamento che evita l’impatto doloroso sul tappeto o con il suolo.

Nella pratica di palestra, l’allievo che cade sul tappeto, tatami,  oltre che controllare la caduta deve, per così dire, romperla; cioè diminuire di una notevole percentuale l’impatto. Ciò si ottiene utilizzando il braccio o entrambe le braccia tese distaccate dal tronco, con il palmo rivolto in basso, per aumentare la superficie d’impatto. A questo artificio, bisogna anche diminuire il contatto del corpo con il suolo, inarcandosi o semplicemente cadere sul fianco, evitando così traumi alle ginocchia, bacino, capo.

Con l’allenamento, si arriva al punto di controllare la caduta in qualsiasi posizione o situazione estrema in cui si trovi il corpo quando è in aria. Ed inoltre, quando si cade, dobbiamo imparare a comprime l’aria nei polmoni mediante la contrazione dell’addome, solo in questo modo gli organi interni rimangono, per così, dire bloccati nella loro sede, se non si esegue questo esercizio di comando il movimento degli organi interni può causare il blocco del diaframma per cui l’espansione toracica si ferma e saremo soggetti anche a  nausea e a vomito. Voglio ricordare che la giusta  contrazione addominale preserva dall’impatto anche i nostri reni. Può sembrare impossibile tutto ciò, ma se si ci pensa bene, sono principi di fisica, applicati fin dall’antichità. In palestra dunque possiamo insegnare a trasformare la caduta in una specie di vero e proprio rotolamento, che evita grandi danni ,ecco perché le Arti Marziali possono costituire un sistema di sicurezza in grado di proteggere da cadute pericolose. E’ logico che bisogna fare attenzione,avere un allenamento serio e costante, ma una cosa è certa: Ju Jitsu, Aikido, Judo migliorano i riflessi e l’equilibrio aiutandoci ad evitare impatti particolarmente forti e ad essere pronti ad alzarci per ricominciare,il nostro gioco o il cammino della vita, perché le Arti Marziali sono una filosofia di vita, una sua metafora”.

 

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