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Infarto: camminare a passo veloce può curare come i farmaci

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); Lunghe camminate di 30 minuti a passo veloce, accelerato, per 4-5 volte alla settimana può essere un’importante cura che può aiutare a prevenire una ricaduta in chi ha già subìto un infarto. E’ quanto ha dimostrato uno studio italiano ICAROS (the Italian survey on CArdiac Rehabilitation and ...

di Daniela Bella

16 Maggio 2011





Lunghe camminate di 30 minuti a passo veloce, accelerato, per 4-5 volte alla settimana può essere un’importante cura che può aiutare a prevenire una ricaduta in chi ha già subìto un infarto.

E’ quanto ha dimostrato uno studio italiano ICAROS (the Italian survey on CArdiac Rehabilitation and Secondary prevention after cardiac revascularization) condotto su oltre 1.440 pazienti.

I dati della ricerca sono stati discussi nel corso del congresso dell’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (Anmco), tenutosi a Firenze dall’11 al 14 Maggio.

Secondo gli studiosi, l’esercizio fisico può migliorare la capacità aerobica, può avere effetti positivi sulla capacità lavorativa e riduce il rischio di nuovi infarti in quanto diminuisce la frequenza cardiaca, aumentando allo stesso tempo la forza del cuore.



Praticare regolarmente esercizio fisico, inoltre, può aiutare a ridurre i grassi nel sangue, ha effetti antipertensivi ed è un ottimo antidepressivo. Insomma, tutti fattori che portano benefici nel nostro organismo e, sopratutto, in chi ha subito un attacco di infarto.

Praticare attività fisica, infatti, può essere un’ottima cura come i farmaci, ma ovviamente solo questo non basta. Il paziente in cura, infatti, deve anche astenersi dal fumo, seguire un’alimentazione sana ed equilibrata e ad assumere le terapie raccomandate. Per chi si attiene a tutte queste componenti nel corso della riabilitazione, i benefici quadruplicano!

Purtroppo, però, i dati dimostrano che fra 11.706 pazienti che hanno avuto infarto, molti migliorano un po’ il loro stile di vita, ma in maniera tuttora insufficiente.

A volte, con un pò di buona volontà e qualche piccolo sacrificio, si può ottenere una salute di ferro e si possono prevenire attacchi che, da un momento all’altro, possono portar via la vita degli individui.

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