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Diabete tipo 1, uno spot crea polemica tra le associazioni

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); Si parla spesso di diabete di tipo 1, definito tal volta giovanile. Esistono molte associazioni in merito, che si battono per la ricerca, per la raccolta di fondi e la divulgazione di un’informazione corretta, per evitare false paure e sensibilizzare l’opinione pubblica. Con queste finalità la Fondazione ...

di Raffaela

14 Maggio 2011





Si parla spesso di diabete di tipo 1, definito tal volta giovanile. Esistono molte associazioni in merito, che si battono per la ricerca, per la raccolta di fondi e la divulgazione di un’informazione corretta, per evitare false paure e sensibilizzare l’opinione pubblica.

Con queste finalità la Fondazione Italiana per Diabete Onlus ha promulgato una pubblicità che ha come protagonista un bambino affetto da diabete tipo 1.  Lo spot vede il bambino indossare una maschera da adulto durante le sue quotidiane attività, mentre scorrono le immagini una voce afferma: “Il diabete ruba i bambini, il diabete è una malattia che colpisce fin da piccoli, difficile da gestire, che costringe a crescere in fretta. La fondazione Italiana Diabete cerca una cura definitiva, sostieni la nostra ricerca”.

Una pubblicità che, seppur eseguita con il più alto degli scopi, ha scatenato la polemica tra le altre associazioni che si occupano di sostenere la patologia diabete. Le interpretazioni possono essere diverse, la voglia e la volontà di permettere una vita serena a questi piccoli pazienti, o l’angoscia e la collera nel sapere che un bambino è affetto da una qualsivoglia malattia.



La Fondazione Italiana di Diabete, illustra così la propria campagna:

Un bambino, che si immagina affetto da diabete mellito di tipo 1, che vive sì una vita vicina alla normalità, ma con una maschera da adulto. Tale maschera rappresenta tutte le difficoltà, i problemi e i rischi che il bambino quotidianamente affronta nella sua giornata-viaggio. Al termine della giornata, la mamma toglie finalmente la maschera al bambino. Purtroppo, l’immagine forzatamente sfumata perché ad oggi non esiste una Cura definitiva per il diabete, pertanto l’azione della Madre-Ricerca è interrotta. 

Quello che però non è piaciuto, ad alcuni, di questo spot è il mostrare la vita di un bambino diabetico ed, il bambino stesso, come un diverso. Ci si batte da anni per sottolineare quanto questa patologia possa, seppur con delle difficoltà, permettere una vita “normale”, serena. Insomma il filmato usa un linguaggio visivo e verbale  che non è condiviso da tutti.

L’ associazione Diabete Italia spiega infatti:

Ciò che non si può condividere è l’utilizzo di un linguaggio brutale, come in questo caso, per veicolarli. Così brutalmente, così crudamente certamente si scuote chi è sano, chi non ha il diabete e non sa che cosa voglia dire. Ma si pensa a quale impatto si possa provocare in un bambino diabetico o nei suoi genitori? 

C’è chi crede che il messaggio mandato da questo filmato, potrebbe scoraggiare pazienti e famiglie più deboli o, che da poco tempo stanno affrontando la malattia.

Ecco il video:

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