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Ipotensione ed ipertensione

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); Ipotensione ed ipertensione, potremmo definirle come due facce della stessa medaglia, che  nella fattispecie è la pressione  sanguigna. L’ipotensione, di per sé, non è una vera e propria patologia, ma semplicemente una condizione del tutto personale, a meno che non sia la conseguenza di altre patologie quali ...

di Daniele Lisi

06 Maggio 2011





ipertensioneIpotensione ed ipertensione, potremmo definirle come due facce della stessa medaglia, che  nella fattispecie è la pressione  sanguigna.
L’ipotensione, di per sé, non è una vera e propria patologia, ma semplicemente una condizione del tutto personale, a meno che non sia la conseguenza di altre patologie quali uno scompenso cardiaco, una insufficienza dei surreni, denutrizione e disidratazione.  In soggetti sani e quindi quando questo stato non è riconducibile ad altre malattie, l’ipotensione  può essere piuttosto una condizione fastidiosa in quanto può essere causa di capogiri e senso di spossatezza, in determinate condizioni. Tuttavia, in teoria, i soggetti ipotesi potrebbero addirittura poter contare su di una aspettativa di vita maggiore dal momento che il loro  sistema cardiovascolare non è sottoposto a sovraccarico di qualsivoglia natura.

Vi è poi un’altra condizione, l’ipotensione ortostatica,  dovuta a un funzionamento difettoso di quei meccanismi nervosi che evitano la caduta della pressione nella stazione eretta.
I soggetti che si trovano in queste condizioni  hanno solitamente una pressione normale in posizione coricata o seduta, pressione che invece può abbassarsi anche drasticamente nell’atto di alzarsi, soprattutto se il cambiamento di posizione è repentino. I sintomi possono essere anche significativi in quanto possono manifestarsi oscuramento della vista, perdita improvvisa ma transitoria della sensibilità e del movimento e convulsioni. Questa forma  di ipotensione può anche essere una spia di ben più serie patologie di origine neurologiche ma, il più delle volte, si tratta semplicemente di una sindrome con la quale bisogna imparare a convivere, cosa possibilissima in quanto basta semplicemente un po’ di attenzione nell’atto di cambiare la propria posizione  per evitare che la pressione si abbassi troppo e, soprattutto, troppo repentinamente.

Ipotensione

Ipotensione

Dal momento che non si tratta di una vera e propria patologia, non esiste una cura risolutiva per l’ipotensione, tuttavia se i disturbi sono troppo fastidiosi e il calo di pressione è troppo importante, si può fare ricorso ad alcuni farmaci che tendono a impedire l’abbassamento eccessivo della pressione e ad altri che la fanno risalire a livelli di normalità.
Ben altra cosa è invece l’ipertensione che è una vera e propria condizione patologica alla quale bisogna riservare molta attenzione in quanto le conseguenze possono essere anche decisamente gravi.



L’ipertensione è caratterizzata da valori elevati, o comunque oltre la norma,  della  pressione sistolica o massima e diastolica o minima. Si tratta di una  condizione particolarmente pericolosa in quanto costringe di fatto il cuore ad un sovraccarico e, inoltre, sottopone i vasi ad una usura maggiore in quanto il sangue vi scorre ad una pressione troppo elevata.  I vasi, danneggiati dal perdurare di questa condizione anomala, possono coinvolgere in questa  condizione patologica anche altri organi irrorati dai vasi colpiti, in particolare cuore, cervello, reni e occhi, con conseguenze facilmente immaginabili, oltre che ben note.
In un soggetto adulto, la pressione arteriosa normale dovrebbe essere compresa tra i valori di 85 per la minima e 130 per la massima, ancora meglio se 80 per la minima e 120 per la massima.

misurazione

Essenziale la misurazione periodica della pressione

Si distinguono due condizioni di ipertensione, la secondaria e la essenziale. L’ipertensione secondaria è una condizione patologica che è la conseguenza di  altre patologie quali patologie endocrine, difetti enzimatici surrenali, problemi vascolari, come una stenosi, cioè un restringimento, dell’aorta e patologie renali ed è una condizione che interessa il 25-30% dei casi di ipertensione.
L’ipertensione essenziale, invece,  ha origine sconosciute e interessa il 90% circa degli ipertesi. Le cause vanno ricercate, in genere,  nell’ereditarietà, la razza, la dieta, il regime di vita, l’età e il fumo in particolar modo.  Se trascurata e non curata per tempo, può portare a gravi conseguenze al cuore, come infarto e ischemia; insufficienza vascolare cerebrale o renale, retinopatia o, peggio, aneurisma dell’aorta.

L’ipertensione essenziale può essere curata, ma non guarita, ma comunque con un po’ di attenzione da parte del soggetto interessato, può essere tenuta abbastanza sotto controllo.
L’importante è seguire scrupolosamente sia la terapia farmacologica prescritta, sia una dieta alimentare corretta, supportata da un po’ di buona attività fisica e, soprattutto, niente fumo.

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