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Il nettare della vita: il migliore inizio

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); Che l’allattamento al seno sia alla base di uno sviluppo sano del bambino, sotto il profilo sia fisico che mentale, è ormai opinione risaputa. Scegliere di allattare al seno vuol dire offrire al bambino il miglior latte possibile, perché:è completo e soddisfa al meglio i ...

di Redazione

05 Maggio 2011





Che l’allattamento al seno sia alla base di uno sviluppo sano del bambino, sotto il profilo sia fisico che mentale, è ormai opinione risaputa. Scegliere di allattare al seno vuol dire offrire al bambino il miglior latte possibile, perché:è completo e soddisfa al meglio i suoi bisogni nutrizionali; senza bisogno di aggiunte infatti lo protegge meglio dalle infezioni e dalle allergie.

E’ sempre pronto, a costo zero, alla temperatura ideale. Aiuta mamma e bimbo a creare un profondo legame affettivo.

Per nutrire i neonati di chi non può allattare al seno, esistono numerosi preparati della chimica industriale come pure la possibilità di rivolgersi alle ormai ben radicate banche del latte umano, che sostituiscono il ruolo un tempo ricoperto dalla balia. Queste strutture esistono presso molte cliniche e ospedali pediatrici: sono centri adibiti alla raccolta ed alla conservazione del latte umano offerto dalle “donatrici“.

In una società consumistica come la nostra che ormai viaggia a velocità elevata grazie alle cablazioni e alle reti adsl, non poteva mancare un “servizio” che ci piace chiamare “balia virtuale”.

Ecco come avviene.

Una rete globale presente su FB, Human Milk 4 Human babies; è una pagina che si propone di organizzare”offerta” e “richiesta” di latte materno. La pagina italiana è stata aperta i primi di marzo; vanta già 90 fan, ma poche sono le informazioni descrittive se non un riferimento alla Eats on Feets GLOBAL, una rete di balie volontarie. Si legge “Un luogo dove le madri che vogliono il latte materno per i propri figli possono trovare altre mamme che hanno del latte da condividere…”, e si continua poi alludendo al fatto che bisognerebbe rispettare, per il trasporto e la distribuzione, alcune regole che “loro” forniranno e, ovviamente specificano che non si tratta di una pagina medica.

La pagina principale su Fb conta alcune migliaia di iscritti, quasi tutti si scambiano informazioni sull’allattamento, e, controllando nel motore interno, si nota che in un mese le pagine sono nate in tutto il mondo. La Human Milk 4 sembra avere uno stile differente rispetto alle nostre banche del Latte umano.



Di recente il  professor Jean-Claude Picard, presidente delle Banche del latte materno francesi, spiega il dilagarsi dello strano fenomeno come una maggiore consapevolezza delle madri delle proprietà del latte ma non dei rischi che questa pratica comporta”. Il prof. Picard, e non solo, rimarca che attraverso l’allattamento al seno si danno ai bambini gli anticorpi ma si possono trasmettere molti virus, non per questo la naturale pratica dell’allattamento sminuisce il suo valore e la sua importanza. Per quanto riguarda la donazione, leggendo attentamente un recente studio americano condotto su 1.091 donatrici volontarie, si  rileva che il 3,3% del latte donato risulta positivo a sifilide, epatite B e C, HTLV e Hiv ed altissimo è poi il rischio di trasmettere allergie o intolleranze e addirittura sindromi da assuefazione ai medicinali o a degli stupefacenti.

Queste informazioni non si leggono nelle pagine della Human Milk 4, nè tantomeno si trovano menzionati i metodi di conservazione e pastorizzazione. Ben diverso è invece il metodo seguito dalle banche del latte che ovunque sottolineano e spiegano l’importanza di una buona pastorizzazione che permette di eliminare la maggior parte di batteri e virus, comunque mai al 100%.

Osservando quel che ci comunica l’immensa rete Internet ci incuriosisce una piccola “chicca” che potrebbe farci sorridere o storcere il naso: il Baby Gaga, un gelato al latte materno, nato questo inverno a Londra. Matt O’Connor, proprietario di un particolarissimo ristorante londinese, ha elaborato questa sua idea assai curiosa elaborare un gelato usando come elemento il latte umano. Il dolce viene servito da una cameriera travestita da Lady Gaga, che lo prepara davanti ai clienti, versando la crema di gelato al latte in una coppa d’acciaio guarnito di biscotti per bambini ed una pomata per i primi dentini; il business si è rivelato così interessante e redditizio che Mr O’Connor, da questoinverno, pare abbia pensato di scrivere una serie di annunci online per richiamare l’attenzione delle neomamme, in buona salute, disponibili a donare il proprio latte, che controllato e pastorizzato prima dell’utilizzo, è prontamente trasformato in Baby Gaga.

Allattamento sì, ma attenzione alla differenza tra donazioni, business e strumentalizzazione.

 

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