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Far dormire i propri figli nel lettone: vizio o scelta ragionevole?

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); Nella nostra società occidentale è ormai ampiamente diffusa la convinzione secondo la quale il bambino piccolo deve dormire da solo nella sua stanza e possibilmente per tutta la notte. La nostra cultura tende ad allontanare il contatto corporeo con i propri piccoli il prima possibile poiché ...

di Dott.ssa Elena Bernabè

04 Maggio 2011





Nella nostra società occidentale è ormai ampiamente diffusa la convinzione secondo la quale il bambino piccolo deve dormire da solo nella sua stanza e possibilmente per tutta la notte. La nostra cultura tende ad allontanare il contatto corporeo con i propri piccoli il prima possibile poiché si crede – erroneamente – che ciò porti ad una maggiore indipendenza e sicurezza da parte dei bambini.

Chi si comporta diversamente, vale a dire chi fa dormire i propri figli nel lettone o nella propria stanza da letto per i primi anni di vita del piccolo è accusato di debolezza e stranezza: invece si scopre che la maggior parte dei genitori che prende questa decisione lo fa perché risponde ai reali bisogni di crescita del bambino!



Il piccolo d’uomo, infatti, necessita di continuo contatto sia diurno ma specialmente notturno, con le proprie figure genitoriali: la notte rappresenta per lui un vero e proprio distacco e abbandono e deve vivere questo importante momento in tutta sicurezza e tranquillità. Solo se riesce a sperimentare la vicinanza fisica e mentale dei genitori in risposta alle sue esigenze di crescita riuscirà a diventare una persona autonoma e sicura di sé.

La scelta di dormire insieme ai propri figli è una decisione ponderata ma anche istintuale: il sonno condiviso, infatti, è ampiamente diffuso nel regno animale e nelle società più tradizionali.

Come sostiene anche la pediatra Elena Balsamo “nelle culture tradizionali di tutti i continenti, i bambini nei primi anni di vita dormono vicino alla mamma, svegliandosi solo per attaccarsi al seno in una sorta di self-service notturno”.

Anche un popolo altamente moderno come il Giappone possiede l’abitudine del sonno condiviso ed il termine per nominare questa particolare pratica si traduce in italiano con la frase “fiume tra le rive”: è un’espressione che spiega già di per sé la sensazione di sicurezza e protezione che deve avere il piccolo d’uomo per riuscire solo in seguito a tuffarsi nel mare dell’indipendenza.

L’invito, allora, è quello di dare più ascolto al nostro istinto e di mettere un po’ più in crisi ciò che la società ci mostra: spesso infatti ci regala verità meravigliose ma talvolta anche falsità mascherate, pregiudizi irreali, teorie bigotte e stantie.

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