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Dalla pianta alla tazza: infusi, decotti e macerati, semplice fitoterapia

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); Il termine Fitoterapia, di cui sempre più spesso leggiamo sui giornali e riviste, trae origine dai da due antichi termini greci phytos, ossia piante e teherapeia, ossia terapia. Questo tipo di terapia infatti basa la sua validità sul principio che le piante contengono veri e propri ...

di Redazione

29 Aprile 2011





la foto è di proprietà di eleonora casula, yellowflate@gmail.comIl termine Fitoterapia, di cui sempre più spesso leggiamo sui giornali e riviste, trae origine dai da due antichi termini greci phytos, ossia piante e teherapeia, ossia terapia. Questo tipo di terapia infatti basa la sua validità sul principio che le piante contengono veri e propri principi attivi, capaci di agire sull’organismo umano secondo meccanismi d’azione spesso ancora sconosciuti. Proprio per questa considerazione dobbiamo renderci conto che non sempre il naturale coincide con l’innocuo e che moltissime piante medicinali sono dotate non solo di proprietà curative, ma anche di effetti collaterali e controindicazioni. Ciò non significa naturalmente che la Fitoterapia sia pericolosa o poco affidabile, ma solo che è bene essere coscienti delle sue potenzialità e dei suoi limiti per sfruttare al meglio le risorse di questa terapia naturale.

Il modo più semplice ed ideale di sfruttare a pieno le virtù delle piante medicinali ed aromatiche consiste nell’estrarne i principi attivi, trasferendoli dalla pianta in una soluzione acquosa, sia calda che fredda. A secondo della parte di pianta da noi utilizzata avremo una diversa estrazione che avverrà per: infusione, decozione e macerazione.la foto è di proprietà di eleonora casula, yellowflate@gmail.com



Qualsiasi sia il procedimento da noi prescelto, soprattutto per le piante aromatiche è necessario adottare una piccola precauzione: le essenze aromatiche che conferiscono alla pianta molte sue proprietà sono estremamente delicate e sensibili al calore. Per evitare di fare evaporare i principi attivi dovremo utilizzare acqua non troppo calda, per prepararne l’infuso, avendo cura di chiudere immediatamente la teiera o di coprire la tazza con un piattino.

Un semplice esempio ci viene fornito dall’infuso di camomilla: quante volte abbiamo preparato una tazza di camomilla senza coprirne la tazza? Ebbene sicuramente una gran parte delle proprietà calmanti e rilassanti dell’infuso saranno evaporate prima che lo stesso si sia freddato a sufficienza da essere consumato.

la foto è di proprietà di eleonora casula, yellowflate@gmail.comSebbene la tisana o l’infuso siano forme relativamente sicure per l’uso delle piante medicinali, dobbiamo tenere conto degli eventuali effetti collaterali e controindicazioni di ogni pianta medicinale. Alcuni esempi? Se soffrissimo di ipertensione dobbiamo limitare il consumo di liquerizia, mentre se utilizziamo farmaci ansiolitici dovremo evitare l’associazione con preparati a base di valeriana.

E ricordiamoci: per un buon decotto mettiamo pianta e acqua nello stesso contenitore (rigorosamente di vetro), lasciamo bollire per almeno 20 minuti e poi riposare per altri 10 minuti, prima di filtrare; per un buon infuso con foglie e fiori teneri, portiamo ad ebollizione l’acqua e versiamole sulle erbe precedente messe in una tazza e lasciamo riposare l’infuso una decina di minuti;in ultimo per un buon macerato mettiamo l’erba o la miscela in acqua a temperatura ambiente e lasciamolo macerare per alcune ora prima di filtrare. La macerazione può anche prolungarsi per un’intera giornata o se necessari per diversi giorni, a seconda delle nostre esigenze .

 

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