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La febbre, una difesa dell’organismo

Per  febbre si intende un innalzamento della temperatura corporea al di sopra dei valori normali di riferimento. Il rialzo può essere di lieve entità, più significativo fino ad essere molto elevato. Il nostro organismo ha  bisogno che la sua temperatura interna d’esercizio, se così vogliamo dire, rimanga costante praticamente in quasi ...

di Daniele Lisi

27 Aprile 2011

ipotalamoPer  febbre si intende un innalzamento della temperatura corporea al di sopra dei valori normali di riferimento. Il rialzo può essere di lieve entità, più significativo fino ad essere molto elevato.
Il nostro organismo ha  bisogno che la sua temperatura interna d’esercizio, se così vogliamo dire, rimanga costante praticamente in quasi tutte le condizioni che non siano patologiche o infiammatorie, in modo da poter  svolgere i vari processi metabolici ad una velocità ottimale.
In un individuo sano la temperatura corporea di riferimento   è compresa tra i 36,4 ed i 37,2 gradi, tuttavia durante l’arco della giornata, la temperatura interna può anche subire delle leggere variazioni in più o in meno, variazioni che sono legate  al ritmo circadiano che le condiziona secernendo alcune sostanze in determinate ore del giorno.

Per esempio, durante la notte, quando tutte le funzioni metaboliche sono ridotte al minimo, la temperatura si abbassa leggermente così come, del resto, anche il ritmo cardiaco che può essere anche significativamente più lento del normale.  Quando l’organismo è in piena attività, vi è una produzione di energia che sviluppa ovviamente del calore, calore che si riflette in un aumento della temperatura corporea.
Non a caso, infatti,  al risveglio si registrano le temperature più basse di tutta la giornata, temperature che col passare delle ore si innalzano progressivamente fino a raggiungere il loro massimo valore, comunque sempre nei limiti della normalità, nel tardo pomeriggio tanto è vero che si può arrivare a superare anche i 37° C.

febbre

La febbre

Anche  altri fattori influenzano l’andamento della temperatura corporea e questi possono essere  lo stato di salute, la presenza di particolari patologie, la digestione soprattutto se impegnativa e successiva ad un pasto abbondante e, non ultima, l’attività fisica che, determinando un innalzamento del numero dei battiti cardiaci, della respirazione e ti tante altre funzioni dell’organismo, è causa di un innalzamento della temperatura corporea. Quindi, il confine tra normalità e stato febbrile è spesso molto vago e poco significativo.
Per esempio una temperatura di 37,5°C registrata al mattino presto, quando invece si dovrebbe poter registrare la temperatura più bassa,  quasi sempre rappresenta uno stato febbrile, mentre se la stessa temperatura si registra nel tardo pomeriggio, potrebbe il più  delle volte trattarsi di una condizione  normale.
La febbre di per sé non è uno stato patologico ma un sintomo che insorge in risposta ad una determinata malattia.

La manifestazione febbrile è dovuta al fatto che molti agenti patogeni sono in grado di influenzare l’ipotalamo, o meglio, il suo meccanismo che regola la temperatura corporea, settandolo, se così si può dire, ad un livello più elevato.
L’ipotalamo, la cui sede è il nostro cervello, è particolarmente sensibile all’azione di alcuni peptidi chiamati citochine, che vengono secreti sia da batteri che da virus e, come se non bastasse, anche dalle cellule del sistema immunitario il cui compito è quello di combattere gli aggressori dell’organismo.

Ma l’azione delle citochine non si esaurisce solo con l’influenzare la termoregolazione,  ma queste svolgono anche un’azione dolorifica e provocano disappetenza, nausea e malessere generale. Questo spiega perché, quando si è febbricitanti,  si hanno anche  mal di testa e dolori muscolari.

termometro

Un aumento a circa 40° uccide buona parte degli agenti infettanti

L’aumento della temperatura corporea è anche un dei tanti meccanismi  di difesa che mette in atto il nostro organismo quando si trova sotto attacco da parte di organismi patogeni.  La maggior parte di questi agenti infettanti viene uccisa ad una temperatura prossima ai 40° C e quindi l’ipotalamo aumenta la temperatura corporea controllando le funzioni di molti organi e tessuti.

All’aumento della temperatura corrisponde da un lato la riduzione della proliferazione degli agenti patogeni che hanno preso d’assalto l’organismo e dall’altro un sensibile incremento dell’attività delle cellule con funzione immunitaria. Infatti, basta già solo un aumento di mezzo grado della temperatura rispetto ai suoi valori normali, per aumentare considerevolmente la risposta immunitaria dei linfociti B e T contro gli agenti aggressori.

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