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Mantenere un cervello giovane? Il segreto è nella vita sociale

Una buona attività sociale aiuta il cervello a mantenersi giovane, anche ad 80 anni! Uscire con qualche amico, organizzare incontri, giocare a carte, scendere anche solo per andare a fare la spesa o per recarsi a messa permette ai nostri neuroni di essere sempre in continuo allenamento, interferendo con ...

di Raffaela

27 Aprile 2011

Una buona attività sociale aiuta il cervello a mantenersi giovane, anche ad 80 anni! Uscire con qualche amico, organizzare incontri, giocare a carte, scendere anche solo per andare a fare la spesa o per recarsi a messa permette ai nostri neuroni di essere sempre in continuo allenamento, interferendo con il declino delle capacità cognitive.

Questo è quanto emerso da uno studio durato 5 anni e condotto dal Rush University Medical Center di Chicago su 1.138 pazienti con età media di 80 anni, monitorati annualmente per verificare le condizioni neurologiche e lo stile di vita tenuto.

All’inizio della ricerca gli scienziati hanno dapprima sottoposto dei test ai partecipanti, con lo scopo di ottenere informazioni riguardanti le abitudini di queste persone. Quanto tempo dedicavano alle uscite,al rapporto con gli altri, alle cene fuori e così via. Poi si sono misurate le loro abilità cerebrali , con particolare attenzione alla capacità di memoria, di percezione e di tipo visuo-spaziale.

Durante i 5 anni di studio si è potuto constatare quanto le capacità cognitive aumentassero con una maggiore attività sociale. Questo è un risultato che per alcuni aspetti può lasciare interdetti, come ha spiegato uno dei responsabili dello studio Bryan James:

È logico pensare che quando le abilità cognitive di qualcuno decadono, è meno probabile che questa esca, incontri amici, faccia viaggi o partecipi ad attività sociali. Se la memoria e la capacità di ragionamento scemano, socializzare diventa difficile, ma il nostro studio suggerisce che l’inattività sociale è essa stessa causa di decadimento cognitivo.

Gli anziani, trovandosi in contesti in cui è indispensabile il concetto di relazione interpersonale, avranno anche reti neuronali più attive e, quindi, la perdita stessa dei neuroni verrà rallentata. Infatti, così come mostrano i risultati pubblicati sul Journal of the International Neuropsychological Society, alla fine dei 5 anni il maggior deterioramento cognitivo si è avuto nei soggetti con una vita sociale meno intensa, questo tenendo anche in considerazione alcuni aspetti, come lo stato di salute generale dei pazienti.

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