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Il sonno e l’afa, due cose che non vanno d’accordo

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); Il sonno è forse il momento più importante della giornata, intesa come periodo di 24 ore  ovviamente, che con l’avvicinarsi della bella stagione e con le torride serate estive si annuncia invece più problematico. Dormire bene è importante dal momento che  quello che conta è la qualità ...

di Daniele Lisi

15 Aprile 2011





caldoIl sonno è forse il momento più importante della giornata, intesa come periodo di 24 ore  ovviamente, che con l’avvicinarsi della bella stagione e con le torride serate estive si annuncia invece più problematico.
Dormire bene è importante dal momento che  quello che conta è la qualità del sonno e non tanto la quantità o il numero delle ore di sonno.  Quando la calura si fa sentire, quando nella nostra camera da letto non si muove un filo d’aria e si boccheggia nel vero e proprio senso della parola, addormentarsi diventa un problema. Certamente coloro che si sono dotati per tempo di un climatizzatore, potranno dormire sonni tranquilli, anche se poi tale elettrodomestico, se vogliamo, porta con se  anche una serie  di situazioni negative, quali il passaggio repentino dal caldo al fresco, condizione non proprio consigliata.

Inoltre, un eccessivo uso dei condizionatori presuppone un elevato utilizzo di energia con i conseguenti  gravi danni per il pianeta.
Ma, tornando al sonno,  quando si dorme, la temperatura corporea scende di circa 1°, 1° e mezzo e questo, con il caldo eccessivo, avviene molto più lentamente influenzando negativamente il sonno, ma più che il sonno,  ci si addormenta più tardi e con maggiori difficoltà.
A questo si aggiunge che, con la bella stagione,  l’aumento delle ore di luce durante la giornata, influisce negativamente sul meccanismo veglia-sonno.  Nel nostro organismo, nel cervello più specificatamente, ha sede l’ipotalamo, che regola del resto l’orologio circadiano, orologio biologico presente in tutti gli essere viventi, piante comprese,  che regola appunto il ritmo veglia-sonno ed è, a sua volta, influenzato dalla luce.

insonnia

Il caldo spesso condiziona il sonno

All’interno dell’ipotalamo si trova anche la ghiandola pineale,   deputata alla secrezione della melatonina, l’ormone appunto  che  facilita il sonno.  Quindi, la ridotta secrezione di questo ormone, che già di per sé, con l’avanzare dell’età, diviene sempre più carente,  insufficienza dovuta all’eccessiva luminosità, accresce ancor di più le difficoltà di prendere sonno. Il classico circolo vizioso  dal quale è difficile uscire.
E come se già non bastasse tutto ciò, bisogna anche considerare il fatto che, durante la bella stagione, soprattutto se poi si è in vacanza,  si tende a tirar tardi, ovvero a cenare più tardi, a passare più tempo  con gli amici o a divertirsi, tutte situazioni certamente piacevoli, ma che hanno come risvolto della medaglia, una qualità di sonno insufficiente.



E poi quelle cene un po’ più impegnative del solito che possono, a volte, anche restare un po’ sullo stomaco e quindi creare dei disagi nel momento di andare a dormire.
Non è raro, infatti, che possa capitare che al ritorno dalle vacanze  si è più stanchi di prima, anche se si sono vissuti momenti di relax e di svago che possono compensare questa stanchezza.
Bisogna poi considerare che le ore di sonno necessarie variano da persona a persona e, inoltre, che ogni età ha le sue esigenze. Un bambino, di solito, dorme più di 8 ore a notte, di un sonno tranquillo e continuo, mentre con

finestra

D'estate si dorme con le finestre aperte

l’avanzare dell’età, le ore via via diminuiscono così come la qualità del sonno. Una persona anziana, infatti, di solito dorme dalle 5 alle 6 ore, spesso non continue, ma intervallate da più o meno frequenti risvegli. E questo problema, nel periodo estivo, quando il caldo può anche diventare opprimente tanto da togliere il respiro,  e questo anche in dipendenza della percentuale di umidità atmosferica, si ingigantisce fino al punto da far diventare  una vera fatica il dover andare a dormire.

Durante i periodi di afa, inoltre, si tende a tenere le finestre aperte, con la speranza che si possa creare un certo ricambio d’aria in grado di dare sollievo, ma così facendo, oltre all’aria, nella stanza da letto entrerà anche quella luce di troppo che contribuirà ancor di più a non far prender sonno.
Le sole cose che si possono fare in questo caso sono legate all’alimentazione che deve essere, ovviamente, leggera e a base di frutta e verdura in modo da poter  reintegrare i sali minerali persi per  l’eccessiva sudorazione.  Bere anche molto ed evitare, inoltre bevande eccitanti, come il caffe o il te prima di coricarsi e, semmai, sostituirle con qualche bevanda rilasante.

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