Questo sito contribuisce
all'audience di

 

La meditazione, un’amica che non ci abbandona

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); Quando la superficie di un lago é piatta,  si può vederne il fondo molto chiaramente, quando il suo specchio è increspato dalle onde agitate, questo risulta impossibile. Allo stesso modo, dicono i maestri della dottrina yoga, quando la mente è tranquilla, senza pensieri nè ansie, è ...

di Redazione

11 Aprile 2011





Quando la superficie di un lago é piatta,  si può vederne il fondo molto chiaramente, quando il suo specchio è increspato dalle onde agitate, questo risulta impossibile. Allo stesso modo, dicono i maestri della dottrina yoga, quando la mente è tranquilla, senza pensieri nè ansie, è possibile osservare sé stessi.

Spesso non ci accorgiamo neanche che attuiamo una meditazione, cioè che allontaniamo da noi tutti i pensieri per dedicarci ad un hobby, ad una passeggiata. Quando andiamo a divertirci, magari facendo una partita di calcetto e riusciamo a sostenere la gara, magari infilando qualche goal, allontaniamo, o addirittura rimuoviamo tutti gli altri pensieri.  Sentiamo di aver giocato una buona partita, raggiungendo il massimo della concentrazione. All’improvviso tutti i problemi del mondo sembrano essersi dissolti.

La nostra capacità di concentrarci riguarda tutto ciò che ci sta intorno e non c’è niente di straordinario misterioso, perche la meditazione non è qualcosa che si impara da uno yogi esperto, ma si tratta invece di un’attitudine insita in ciascuno di noi.

La sola differenza tra questa attitudine e la meditazione è che bisogna imparare a focalizzare la mente sugli oggetti esterni. Osserviamo la nostra mente. Limitiamoci ad osservare qualsiasi cosa lei faccia.  Non dobbiamo né disturbarla, nè prevenirla, nè reprimerla; non fare assolutamente niente in prima persona. Limitiamoci ad essere un osservatore silenzioso.

E’ una tecnica semplice, ma la mente la rende molto complicata.  La mente deve renderla molto complicata e difficile, in quanto le due realtà non possono coesistere. La meditazione è la morte della mente; naturalmente, la mente si oppone ad ogni sforzo teso verso la meditazione, ma pian piano la mente si svuota di pensieri ed è assolutamente assente – se n’è andata del tutto, e non la riesci più a trovare da nessuna parte.

Se ci sediamo in meditazione, abbiamo certo in animo qualche obbiettivo, che non deve solo essere la soluzione dei massimi problemi esistenziali, talvolta abbiamo bisogno di un momento di pace e di raccoglimento ed il soddisfacimento di questo bisogno  ci regalerà  un diverso atteggiamento mentale, una visione più chiara dei problemi,un maggior distacco,una migliore intuizione.  Un piccolo potere di capire e cambiare qualcosa nella nostra vita giorno dopo giorno.

La letteratura orientale parla dei poteri straordinari ottenibili con la meditazione, ma certamente per noi ,oggi, è più importante comprendere qualcosa della nostra vita piuttosto che  riuscire a camminare sulle acque. Tutto va riportato alla realtà;secondo la filosofia Zen, lo scopo finale della meditazione è  ”vedere le cose così come sono”.



Meditare significa lavorare su sé stessi,una coltivazione della mente,un addestramento alla sensibilità, una disciplina psichica, il recuperare una sensazione del nostro proprio agio.

La meditazione è un’esperienza difficilmente spiegabile con le parole a chi non l’ha mai praticata, proprio come i colori non possono essere spiegati ad una persona cieca dalla nascita. Non possiamo quindi pensare di “imparare “a meditare, così come non si impara dormire. Assisteremo invece, a poco a poco, allo sviluppo della nostra facoltà di “scendere in stato meditativo”.

Così pure la meditazione non si improvvisa; per questo  dovremo seguire determinate fasi per ottenere un approccio che ci porti a risultati soddisfacenti.

foto di proprietà di eleonora casula, vietata la riproduzione, per info o cessione: yellowflate@gmail.com

La regolarità dell’orario, il luogo e la pratica sono molto importanti, così pure la scelta del momento della giornata che dovrebbe essere o l’alba o il tramonto.

E’ molto importante avvicinarci alla meditazione a mente aperta e a stomaco vuoto, il nostro organismo non sarà  impegnato in altra attività e ci aiuterà in questa meravigliosa esperienza.

Seduti in una posizione comoda,preferibilmente in padmasana (posizione del loto) o comunque a gambe incrociate e con la colonna ben dritta, ma senza tensioni, regoleremo bene il respiro e lo terremo ritmico.

All’inizio consentiamo pure alla nostra mente di vagare e di seguito scegliamo un punto dove focalizzarla aiutandoci anche con la ripetizione di un mantra. Ma, attenzione, non dobbiamo essere impazienti, è questo un percorso che richiede molto tempo,ma se vi dedicheremo almeno mezz’ora al giorno saremo in grado di affrontare la vita in pace e con una certa energia e la nostra mente sarà calma e ferma in ogni circostanza.

C’è di più.

Da tempo studiosi ed esperti hanno rigorosamente provato che un’ora di meditazione ha effetti sorprendenti sullo stesso organismo, tanto da ringiovanire il fisico, ridurre il  processo di invecchiamento,accelerare il momento della guarigione.

Un’amica che non ci abbandonerà mai, un rifugio per i momenti di crisi, un “luogo” per ritemprarsi, per ritrovare l’equilibrio e per recuperare l’orientamento.

Non ci resta che provare.

Leggi anche

Seguici