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Come affrontare la morte di un genitore

Incredulità, rabbia, disperazione, accettazione, stress, queste le fasi e le conseguenze emotive della morte di un genitore. Ecco come affrontare il lutto:

di Marcella Aliberti

18 Marzo 2019





La morte è da sempre uno dei timori più radicati nella vita dell’uomo. L’assoluto salto nel buio, che avvolge l’ignoto genera ansia e infelicitá al solo pensiero. Ma ciò che angoscia, forse addirittura più del concetto di morte stessa, è la morte di un proprio congiunto, talvolta la morte di un genitore perchè spesso i figli sono deputati ad accompagnare i genitori anziani in percorsi di cura e costretti, in qualche modo, ad adattarsi al sopraggiungere dell’inevitabile.

 

Perdere un genitore, oltre alla chiara mancanza effettiva, significa perdere anche un punto di riferimento importante, una linea guida nel mare della vita. La sua assenza provoca una sofferenza fisica e psicologica, che se non metabolizzata correttamente può portare ad una serie di conseguenze importanti come la depressione.

 

morte di un genitore

 

La morte di un genitore, come affrontare il dolore e metabolizzare la perdita

 

Al di là della capacità personale di reagire al dolore, il modo di affrontare un lutto importante, come la morte di un genitore, dipende anche dal tipo di vissuto che il soggetto ha, dalle esperienze che hanno segnato la sua infanzia, dal suo temperamento caratteriale. Anche la matrice culturale determinata dalla religione è certamente un altro aspetto che determina il modo di concepire la morte.

 

Credere in un concetto di vita ultraterrena oppure nella reincarnazione dell’anima possono alleviare quel senso di sofferenza fortissimo per la perdita del proprio genitore.

 

morte di un genitore

 

Indipendentemente dal modo di affrontarlo, il lutto ha sempre delle fasi tipo, e anche la morte di un genitore implica il passaggio attraverso queste fasi:

 

Incredulità.

Di fronte alla morte c’è sempre una prima fase di sgomento e mancanza di accettazione. A prescindere da quale sia stata la causa, che ci ha portato via il nostro amato congiunto sembra sempre impossibile che sia vero non poter più avere un legame fisico, costante e tangibile. 

Rabbia.



Quando la persona che amiamo, come un nostro genitore, per esempio, muore,  è frequente provare una sensazione di rabbia. Questo perché si vive una sorta di crisi di abbandono. Vengono improvvisamente a mancare i punti di riferimento e ci si sente soli e incapaci di reagire al destino.

Disperazione.

Proprio la sensazione forte di abbandono può indurre a disperarsi. È  fisiologico che man mano che passano i giorni si realizza in ogni aspetto che chi è morto non tornerà mai più. Non è facile riorganizzare la propria esistenza, quando si vive una mancanza, per questo è frequente che lo sconforto abbia il sopravvento.

Accettazione.

Pina piano, si comincia a realizzare, che la vita continua. Il ricordo di ciò che si è vissuto insieme, e gli insegnamenti ricevuti, nel caso di un genitore, possono essere un valido alleato per scacciare via la tristezza è riprendere le redini della propria vita.

Può capitare che quest’ultima fase tardi a venire. In alcuni casi la perdita di un genitore può generare disturbi più complessi come manie, idee fisse oppure rituali compulsivi. Addirittura l’idea della paura della morte impellente può arrivare a compromettere anche i rapporti sociali o la propria posizione a lavoro.

 

Questi disturbi possono comparire anche a distanza di sei mesi. Si parla a tale proposito di disturbo da stress post traumatico.

 

Il disturbo da stress post traumatico e la morte di un genitore, di cosa si tratta e in che rapporto possono stare?

 

Il Disturbo da stress post-traumatico (PTSD) è una patologia che si manifesta  in alcune persone che hanno vissuto  o visto accadere  un evento traumatico di qualsiasi natura (indipendentemente da come accada e da quanto la persona fosse “preparata”, la morte di un genitore è sempre un evento traumatico).

 

Nel caso di disturbo da stress post traumatico,  chi è affetto da questa patologia necessita di un supporto psicologico adeguato, a differenza della maggior parte delle persone, che nella normalità supera il trauma senza alcun aiuto professionale.

 

In definitiva, quando veniamo travolti dalla morte di un genitore,  ci rendiamo conto che nonostante il tempo trascorso, la vita dopo il lutto importante che abbiamo vissuto non ha ripreso il suo ritmo completo.

 

Allo stesso modo, se ci accorgiamo che viviamo uno dei sintomi di cui sopra oppure se il peso emotivo della morte di un genitore ci impedisce (sentimentalmente e mentalmente) di andare avanti, è sempre utile esternare la propria sofferenza e ammettere un eventuale limite nel superarla; in tal caso è bene richiedere un aiuto professionale di natura psicologica, la chiave di volta sarà trasformare il nostro dolore in maggiore consapevolezza.

 

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