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Molecole antitumorali: nuova scoperta, lo Xantumolo

Xantumolo priva le cellule tumorali di ossigeno, affamandole di fatto ne ostacola la diffusione nell'organismo. Nuova scoperta sulle molecole antitumorali.

di Marcella Aliberti

04 Marzo 2019





L’ IRCCS MultiMedics di Milano, in collaborazione con l’Università di Pisa e di Varese hanno condotto uno studio con esistiti importantissimi per la lotta al cancro. Il team composto interamente da scienziati italiani ha studiato delle nuove molecole antitumorali, analizzando il fitocomposto, chiamato Xantumolo, che è contenuto nel luppolo della birra. Il risultato di questo studio è stato pubblicato sulla rivista internazionale “European Journal of Medicinal Chemistry”.

 

I ricercatori italiani hanno scoperto che lo Xantumolo priva le cellule tumorali di ossigeno, “affamandole” di fatto ne ostacola la diffusione nell’organismo.

 

Lo studio che è durato ben quattro anni, ha evidenziato esiti positivi da parte di queste molecole antitumorali per ben l’80%  dei test sperimentali effettuati. Un esito davvero confortante nella lotta ai tumori.

molecole antitumorali

Molecole antitumorali, i progressi della scienza

 

E piene di soddisfazione e speranza sono le parole espresse sul risultato ottenuto dalla Dottoressa Albini, Direttrice del laboratorio di Biologia Vascolare e Angiogenesi di MultiMedica e Direttore Scientifico della Fondazione MultiMedica Onlus, che si è occupata dell’ importante scoperta di queste molecole antitumorali:

 

Abbiamo intrapreso una collaborazione con un team di Chimici Farmaceutici del Dipartimento di Farmacia dell’Università di Pisa, coordinati dal Prof. Armando Rossello, che hanno progettato e sviluppato modificazioni strutturali della molecola base contenuta nel luppolo, per renderla più efficace e utilizzabile a concentrazioni più basse. Si tenga presente che il luppolo è utilizzato nella preparazione della birra sin dal VII secolo, non solo per le sue qualità rinfrescanti e aromatiche, ma anche per la sua capacità di garantire una più lunga conservazione, caratteristica legata alle sue proprietà antibiotiche.”



 

Partendo dalle proprietà del luppolo i ricercatori sono arrivati a scoprire questa molecola antitumorale, lo Xantumolo , che impedendo alle cellule tumorali di approvigionarsi delle sostanze necessarie per sopravvivere, contrasta l’angiogenesi tumorale.

 

Una parola importante, sconosciuta a più. Cos’è l’angiogenesi?

 

L’angiogenesi è un processo fisiologico che permette la formazione di nuovi vasi sanguigni a partire da vasi preesistenti; in questo processo giocano un ruolo fondamentale la migrazione e la proliferazione delle cellule endoteliali. Tali cellule sono particolarmente attive durante lo sviluppo embrionale, mentre, in un adulto il loro turnover è molto lento e limitato a particolari fenomeni fisiologici, quali l’ovulazione, i processi di riparazione tissutale e di cicatrizzazione.

 

L’angiogenesi tumorale è una derivazione patogena dell’angiogenesi, che determina la formazione di nuovi vasi sanguigni, che comportano la diffusione del tumore.

 

Ed è sempre la Dott.ssa Albini nella sua intervista per il sito online Multi Medica ad aggiungere: “Abbiamo testato i derivati neo-sintetizzati che sono risultati particolarmente efficaci nell’interferire con funzioni chiave della cellula endoteliale, il mattone fondamentale che costituisce i vasi sanguigni tumorali, quali la proliferazione, l’adesione, la migrazione, l’invasione e la formazione di strutture simil-capillari. Lo studio apre la strada per lo sviluppo futuro su più ampia scala di analoghi sintetici dello Xantumolo da sperimentare come possibili agenti chemiopreventivi. Il passo successivo sarà quello di testare i più attivi derivati brevettati del luppolo in modelli cellulari complessi e individuare i principali interruttori molecolari coinvolti nel loro effetto anti-angiogenico e anti-tumorale come possibili bersagli da colpire, sia in approcci terapeutici sia di prevenzione”.

 

Parole di speranza, di fiducia nel futuro e nel  progresso della scienza, che possa  portare ad una soluzione definitiva per una malattia che purtroppo nel 2019 fa ancora paura.

 

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