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La vita in città e i rischi per la salute

La vita cittadina fa male alla salute e, per chi vive in centro, i rischi si moltiplicano ancora di più. Eppure, da quella che una volta era la vita di campagna, moltissimi nei primi anni immediatamente successivi la fine del secondo conflitto mondiale, sono scappati a gambe levate, desiderosi com’erano di ...

di Daniele Lisi

06 Aprile 2011

scaricoLa vita cittadina fa male alla salute e, per chi vive in centro, i rischi si moltiplicano ancora di più.
Eppure, da quella che una volta era la vita di campagna, moltissimi nei primi anni immediatamente successivi la fine del secondo conflitto mondiale, sono scappati a gambe levate, desiderosi com’erano di vivere in città. Certamente non potevano immaginare i rischi ai quali sarebbero andati incontro.
Nelle comunità rurali di una volta, la vita scorreva lenta, tranquilla e sonnolenta, del resto la saga di Don  Camillo e Peppone, che ogni tanto le varie TV ritrasmettono, ne è una testimonianza lampante, anche se, ovviamente, ingigantita dalla finzione cinematografica.

Del resto, vivere in città era, allora, il sogno di molti per cercare di fuggire da una vita con poche prospettive, soprattutto di tranquillità economica, che in città sembravano attendere chiunque vi si fosse trasferito.
Erano altri tempi, e anche altre città, che  del resto, non registravano certamente la concentrazione di abitanti che si registra aggi giorno.
Oggi è tutta un’altra musica. In città si vive stretti, praticamente gomito a gomito, e soprattutto si è costretti a respirare aria altamente inquinata da smog e polveri sottili, subdoli e pericolosissimi nemici del nostro organismo.  A questo si aggiunge lo stress, le ansie di varia natura, la vita sedentaria per tutti coloro che trascorrono l’80% della loro esistenza tra casa, macchina e ufficio,  e che semmai il sabato e la domenica sono troppo stanchi per andare a fare una bella passeggiata, semmai sul lungomare.
Tutte queste problematiche sono tra le cause principali dell’insorgere di malattie cardiovascolari.

traffico

Traffico e smog

Il principale imputato è il traffico cittadino, al quale va aggiunto l’inquinamento troppo concentrato causato dagli impianti di riscaldamento durante il periodo invernale, con lo smog che danneggia non soltanto i polmoni ma anche il sistema cardiovascolare, aumentando il pericolo di aterosclerosi.
L’inquinamento infatti  favorisce decisamente l’accumulo delle lipoproteine Ldl, le  vetture  del colesterolo cattivo, praticamente il primo e determinante passo per  la formazione di tappi nelle arterie. La placca, che ormai noi tutti conosciamo abbastanza bene, ostruisce le arterie o le coronarie, ed è una delle principali cause di infarto o ictus. E i rischi crescono proporzionalmente alla vicinanza con le strade più trafficate.

Bisogna anche tener conto dell’ipertensione arteriosa, sulla quale lo stress ha una notevole influenza, e non solo lo stress,  basti pensare al troppo poco moto che si fa durante la giornata, che spesso e volentieri si  trascina tra auto, mezzi pubblici, casa e ufficio. E tra i mezzi pubblici vanno considerati anche gli ascensori, che ormai prendiamo anche per fare un solo piano, e spesso anche in discesa. Allucinante.
E non è tutto, dal momento che molte altre patologie importanti, dai tumori ai disturbi mentali, possono essere ricondotti in una certa misura allo stile di vita delle metropoli e dei centri urbani.
Senza pensare al fumo di sigaretta che, come ben si sa,  parafrasando un altro detto, ne uccide più di una spada.

smog

Lo smog

Il problema fondamentale è lo stile di vita che bisognerà prima  o poi decidersi a cambiare.  I nostri padri, o nonni a seconda dell’età, quando sono fuggiti dalla campagna per rifugiarsi in quella che allora era ritenuta La Mecca, ovvero , la panacea di tutti i mali e problemi della vita, mai e poi mai avrebbero immaginato che i loro figli o nipoti, e perché no, loro stessi si sarebbero trovati a dover convivere con dei problemi sicuramente maggiori e ben più pericolosi di quelli dai quali erano scappati.

Oggi, infatti, la tendenza è quella diametralmente opposta. Si fugge dalle superaffollate metropoli per trovare una vita diversa, più a misura d’uomo, e potremmo aggiungere, decisamente più salutare,  in un borgo, o quanto meno, in una periferia più vivibile.
Ma a questo bisogna far seguire anche dei cambiamenti comportamentali, quali una vita più sana, basata su di una alimentazione equilibrata, niente fumo, e un po’ di sana attività fisica. E poi, un bel calcio allo stress, e tutto andrà meglio.

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