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Diabete: la demenza altra probabile complicanza

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); L’Organizzazione Mondiale della Sanità parla di circa 220 milioni di persone che nel mondo sono colpite dal diabete mellito. Le complicanze ad esso associate sono molteplici, da quelle vascolari, a quelle renali, fino alla retinopatia diabetica. Tenere sotto controllo questa patologia è estremamente importante, quello che difatti ...

di Raffaela

03 Aprile 2011





L’Organizzazione Mondiale della Sanità parla di circa 220 milioni di persone che nel mondo sono colpite dal diabete mellito. Le complicanze ad esso associate sono molteplici, da quelle vascolari, a quelle renali, fino alla retinopatia diabetica.

Tenere sotto controllo questa patologia è estremamente importante, quello che difatti si riscontra di frequente è un così detto diabete scompensato, mal curato che rende la situazione sempre più grave. Con uno stile di vita corretto, soprattutto in termini di alimentazione e con un controllo regolare dei valori di glicemia (concentrazione di glucosio nel sangue) è possibile mettersi al riparo da tutte le complicanze del diabete.



Ultimamente è emersa, però, una relazione tra diabete e demenza. È stato dimostrato come pazienti diabetici abbiano un decadimento delle capacità cognitive dell’ 1.5 superiore rispetto a persone senza diabete. Sembra in particolare che gli elevati livelli di glicemia siano strettamente correlati con il rischio demenza.

Uno, tra i vari studi fatti, ha valutato la relazione tra glicemia a digiuno ed emoglobina glicata (una forma di emoglobina utile per risalire ai valori medi di glicemia  negli ultimi mesi) sottoponendo i pazienti ad una serie di test cognitivi. I risultati hanno messo in evidenza che anche un aumento dell’1% di emoglobina glicata è associato a riduzione delle proprietà cognitive, non servono quindi valori di glicemia elevati per incorrere in problemi. Invece un’elevata glicemia a digiuno non ha mostrato correlazioni con la demenza.

Questo dato dimostra quanto sia una iperglicemia cronica a creare danno, non il picco glicemico in sé, e che quindi la chiave per proteggerci da tutto questo sia non sottovalutare mai la malattia, ma far si che il paziente diabetico sia controllato nel miglior modo possibile.

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