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Come Fare a Capire Se C’è Un Problema Al Fegato

Quando si avverte dolore nella parte destra dell’addome, immediatamente sotto le costole, ovvero dove è posizionato il fegato, il dolore è dovuto quasi sempre ad un problema intestinale.

di Daniele Lisi

18 Ottobre 2016





Dolore al fegatoCome Fare a Capire Se C’è Un Problema Al Fegato, se il più importante degli organi emuntori del nostro organismo è afflitto da qualche malanno. Il solo modo per rendersi conto se il fegato è in qualche modo colpito da qualche patologia sono gli esami ematici, come ad esempio le transaminasi e la fosfatasi alcalina, perché questo organo è uno dei pochi organi che anche se affetto da qualche problema non duole mai. Fa male solo in un caso, anche se in effetti non è il fegato a dolere, e ciò avviene quando si ingrossa per un qualsiasi motivo e la capsula che lo riveste, andando in trazione, comincia a fare male. Quindi, quando si avverte dolore nella parte destra dell’addome, immediatamente sotto le costole, ovvero dove è posizionato il fegato, il dolore è dovuto quasi sempre ad un problema intestinale. Un fegato ingrossato è avvertibile anche alla palpazione, e sarà poi compito del medico, con il supporto di una serie di esami ematici e clinici, ad individuare la causa di questo ingrossamento, anche se nella maggior parte dei casi si tratta di un problema fisiologico, quindi nulla di preoccupante, sempre che l’ingrossamento sia di lieve entità, ovviamente.

Il fegato svolge una serie di importanti funzioni. Esso infatti depura il sangue, lo libera quindi dai residui di tutto ciò che ingeriamo, anche dei farmaci ovviamente, ma non solo, perché è deputato alla metabolizzazione degli zuccheri, delle proteine, dei lipidi e di altre sostanze indispensabili alla corretta funzionalità dell’organismo, che si assumono con l’alimentazione o per mezzo di eventuali integratori. Se il fegato non funziona correttamente, quale ne sia la causa, ne consegue che tutte queste sostanze non verranno metabolizzate e quindi l’organismo si troverà in condizione di non poterne usufruire per le sue necessità.



FegatoUna delle più comuni patologie che affliggono il fegato è la steatosi epatica, che è di fatto una infiltrazione di grasso negli epatociti, le cellule di cui è costituito il fegato, cellule che hanno una vita media di 150 giorni e che vengono sostituite regolarmente da cellule nuove. Questa patologia è purtroppo sempre più diffusa in questi anni ed è tipica dei soggetti malnutriti o, peggio, obesi, ma è anche diffusa tra gli alcolisti e potrebbe presentarsi anche in gravidanza in seguito all’assunzione di determinati farmaci. I sintomi della steatosi epatica sono astenia, transaminasi alterate, dolore addominale, livelli elevati di colesterolo, perdita di peso e così via.

Oltre alla steatosi epatica che rientra tra quelle patologie dette da sindrome metabolica, il fegato può essere colpito anche da malattie virali, come le ben note epatiti A, B e C.  La prima, l’epatite A, è quella così detta dei frutti di mare, perché questo è il più frequente veicolo di contagio. Fortunatamente questa epatite non cronicizza quasi mai. L’epatite B colpisce solo le vecchie generazioni in quanto i giovani sono tutti già vaccinati. L’epatite C è quella che invece, fino a qualche anno fa, dava più problemi, tanto è vero che i soggetti che si ammalavano di questa epatite erano esposti al rischio cirrosi e, non era affatto infrequente dover ricorrere al trapianto. Oggi esistono diversi farmaci antivirali che consentono di mantenere sotto controllo la malattia, e non solo, perché nel 95% dei casi è possibile ottenere una guarigione completa.

Queste sono le più comuni patologie che affliggono il fegato, tranne Sana alimentazioneovviamente un epatocarcinoma. Tranne che per questa ultima grave patologie, così come per le apatiti virali, tutte le altre possono essere prevenute con l’alimentazione. Si sa che un consumo eccessivo di grassi, di alcol, di alimenti che di salutare hanno ben poco, possono incidere in maniera severa sulla salute del fegato, così come avviene per tutti gli altri distretti dell’organismo, senza dimenticare che anche il fumo contribuisce a minarne la salute. Quindi, come al solito, la strada migliore è la prevenzione che, come detto più volte, comincia a tavola, basta solo ricordarsene.

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