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Ti Succede di Parlare Spesso da Sola? Questo Significa Che Sei…

I monologhi dovrebbero far parte di ciascuno di noi, ma è una cosa che invece pochi fanno, ed è infatti ciò che distingue le persone geniali da quelle normali.

di Daniele Lisi

21 Settembre 2016





Parlare da soliTi Succede di Parlare Spesso da Sola? Questo Significa Che Sei intelligente, che riuscirai a raggiungere i tuoi obiettivi più facilmente rispetto ai taciturni, diciamo così, o ai normali, dal momento che le persone che parlano da sole vengono considerate un po’ diverse, non proprio a posto. Invece è esattamente il contrario, e Einstein ne è la dimostrazione pratica. Si, infatti lui era solito parlare da solo, i soliloqui erano una pratica da lui molto amata, e nessuno si è mai sognato di considerarlo un po’ fuori di testa, semmai geniale, questo sì. Secondo alcuni recenti studi, parlare con se stessi è un sintomo di intelligenza, si rafforzano le proprie convinzioni, la mente sarà più pronta e sveglia, per cui non bisogna vergognarsi se si viene colti sul fatto. Un recente studio condotto dagli psicologi Daniel Swigley e Gary Lupya ha evidenziato che parlare con se stessi rende le cose di cui si parla più reali. Ai 20 soggetti volontari oggetti dello studio è stato chiesto di ricercare alcuni prodotti in un supermercato e a 10 di loro di farlo nel modo tradizionale mentre gli altri 10 ripetendo a se stessi a voce alta il nome dei prodotti da trovare.

Per il secondo gruppo la ricerca dei prodotti è stata molto più veloce rispetto al primo perché, secondo gli autori della ricerca, il ripetere a se stessi a voce alta il nome degli oggetti da trovare li rendeva reali, quasi tangibili, e quindi più facili da riconoscere. Lo stesso dovrebbe valere per quel che riguarda i propri sogni, gli obiettivi che si desiderano raggiungere. Ripeterli a se stessi a voce alta li rende quasi più reali, ci si convince sempre più che sono più a portata di mano di quanto si possa credere, rendendoli di fatto più raggiungibili in quanto si accrescono le proprie convinzioni.



EinsteinIn sostanza  ci si rafforza, si ha maggiore fiducia in se stesi, e così è possibile raggiungere più facilmente ciò che si vuole ottenere nella vita. Il trucco, se così lo si vuole chiamare, sta nel parlare a se stessi in terza persona, come ad incitarsi, senza usare l’io, perché secondo un recente studio pubblicato su Psychology Today parlarsi in prima persona stimolerebbe la zona dell’amigdala che è legata alle sensazioni di ansia e paura. L’importante, secondo questa ricerca, è non smettere mai di parlarsi, farlo sempre per rafforzare ancor di più il messaggio che si vuole inviare a se stessi.

Del resto è un po’ come incitare qualcuno a fare qualcosa, solo che lo si fa rivolti a se stessi, così da rendere sempre più chiaro l’obiettivo da raggiungere. Parlare da soli, parlare a se stessi, aiuta a mettere ordine nei propri pensieri, a renderli anche più comprensibili, in modo da avere sempre chiaro ciò che si vuole ottenere, quali sono le priorità, cosa è consigliabile non fare. C’è chi lo fa mettendo nero su bianco, ma l’effetto non è lo stesso. È meglio ripetersi le cose continuamente, così da accrescere le proprie convinzioni e anche la propria autostima.

I monologhi dovrebbero far parte di ciascuno di noi, ma è una Parlarsicosa che invece pochi fanno, ed è infatti ciò che distingue le persone geniali da quelle normali, anche se per i così detti normali le persone che parlano da sole sono eccentriche, diverse, ma in senso negativo. Certamente anche le persone con turbe mentali anche gravi si parlano in terza persona, ma in quel caso chi parla è una entità diversa, malvagia, che ne guida negativamente le azioni, ma questo non ha nulla a che vedere con chi invece riordina i propri pensieri ad alta voce, a che si incita a raggiungere i propri obiettivi.

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