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Cos’è l’Extrasistole, Quali Sono i Sintomi e Cosa Fare

L’extrasistole in sostanza è un battito cardiaco anticipato che non viene avvertito come tale, ma si avverte quella sensazione di vuoto che segue appunto il battito anticipato.

di Daniele Lisi

14 Settembre 2016





ExtrasistoleCos’è l’Extrasistole, Quali Sono i Sintomi e Cosa Fare quando si avverte quella sensazione di vuoto al centro del torace, sensazione che dura un istante, ma che mette un certo allarme in chi la avverte. L’extrasistole in sostanza è un battito cardiaco anticipato che non viene avvertito come tale, ma si avverte quella sensazione di vuoto che segue appunto il battito anticipato. Il paziente ha la netta sensazione di un battito cardiaco mancante, come se non si fosse verificato, ma in effetti è avvenuto, solo prima del dovuto. Nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di un problema di poco conto, tuttavia è meglio farsi controllare da uno specialista in quanto esistono tre tipi differenti di extrasistole, e alcune di esse sono da prendere seriamente in considerazione. A determinare le diverse tipologie di extrasistole è il loro posizionamento anatomico. Se si verificano nell’atrio si chiamano atriali, se nel ventricolo sono le ventricolari e, infine, se nella giunzione sono le giunzionali e la loro gravità dipende appunto dalla loro natura. Possono interessare persone di qualsiasi età. Nei bambini rappresentano per lo più un semplice indicatore di crescita, tuttavia è sempre bene consultare il proprio medico.

Le extrasistole atriali, le più comuni, sono spesso poco importanti, tuttavia possono essere un indicatore della presenza di altre patologie potenzialmente pericolose, come una tiroide che non funziona come dovrebbe, pressione alta, malattia delle coronarie, cardiopatia dilatativa (quando il cuore tende ad ingrossarsi sensibilmente riducendo progressivamente la sua capacità di pompare correttamente il sangue), diabete e gastrite. In particolare l’ipertensione può essere la causa di questo battito anticipato, per cui va tenuta strettamente sotto controllo, in quanto la pressione alta rappresenta un serio fattore di rischio di malattie cardiovascolari. È necessario quindi una verifica continua della pressione, e non misurarla solo saltuariamente.



IpertensioneSolitamente le extrasistole benigne, quelle più frequenti, si verificano dopo mangiato, per cui non rappresentano un sintomo di una malattia cardiaca o di altra natura, bensì sono determinate dalla naturale dilatazione dello stomaco che spinge in alto il diaframma e arreca fastidio al cuore che può quindi avere qualche battito anticipato. Di norma basta stare in piedi per veder cessare il fastidio. Se presenti dopo il pasto, le extrasistole possono essere anche la conseguenza di una gastrite o di un’ulcera, o anche della presenza dell’Helicobacter pylori. Anche in questo caso è bene consultare il proprio medico per individuare correttamente le cause all’origine del problema.

Il sintomo dell’extrasistole è, come detto in precedenza, una sensazione di vuoto successiva ad un normale battito cardiaco, anche se in effetti quel battito cardiaco è anticipato rispetto al normale. La maggior parte di queste extrasistole sono benigne, non hanno alcuna influenza sulla salute, e molte volte sono associate ad una carenza di potassio e/o magnesio, tuttavia è il caso di prenderle seriamente in considerazione quando queste si avvertono in serie e in successione abbastanza ravvicinate tra loro. Sia che si tratti di extrasistole atriali o ventricolari in serie, queste potrebbero portare anche ad una fibrillazione atriale, una patologia decisamente più grave da non sottovalutare mai.

Come detto in precedenza, quando si avvertono questi battiti anticipati è necessario rivolgersi al proprio medico curante il quale, dopo una attenta anamnesi che è fondamentale per capire la natura di tali extrasistole, consiglierà in caso di dubbi una visita Holter cardiacospecialistica. Si dovrà quindi approfondire la natura di questo fastidio, per cui si dovranno effettuare degli esami strumentali, dal semplice elettrocardiogramma, per arrivare poi all’elettrocardiogramma dinamico anche fino a 72 ore secondo holter, ovvero con l’applicazione di un registratore che rileva e registra i dati che poi andranno letti dallo specialista. Potrebbe essere necessario ricorrere ad una prova da sforzo per determinare la natura e la gravità delle extrasistole e, in ultima analisi, ricorrere alla coronarografia, esame di riferimento per valutare con certezza la salute del sistema cardiovascolare nel suo complesso.

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