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Ti Sembra Vivere in un Perenne Stato di Ebbrezza, è la Malattia di Crohn che può causare…

Il morbo di Crohn è una malattia cronica a carico dell’apparato digerente e può colpire una qualsiasi sezione compresa tra la bocca e l’ano, spesso in maniera non continua.

di Daniele Lisi

08 Settembre 2016





Malattia di CrohnTi Sembra Vivere in un Perenne Stato di Ebbrezza, è la Malattia di Crohn che può causare un rallentamento dei tempi di reazione del cervello, uno stato quasi di ubriacatura che fa perdere, in alcuni casi, anche il contatto con la realtà. Il morbo di Crohn è una malattia cronica a carico dell’apparato digerente e può colpire una qualsiasi sezione compresa tra la bocca e l’ano, spesso in maniera non continua, per cui le parti interessate dalla malattia possono essere diverse e non contigue tra loro. Nella maggior parte dei casi la malattia interessa il colon o la parte terminale dell’ileo. Le cause sono ancora oggi sconosciute, tuttavia è parso evidente che essa può essere ricondotta all’interazione di tre fattori concomitanti, quali una predisposizione genetica, un danneggiamento dei tessuti della mucosa dell’apparato digerente dovuta ad una errata e anomala risposta immunitaria e, infine, ad alcuni fattori ambientali. Tra questi ultimi anche il ricorso continuato, e non occasionale, a farmaci antinfiammatori non steroidei, i FANS, senza poi contare che anche il fumo è un severo fattore di rischio.

I tessuti dell’apparato digerente colpiti dal morbo di Crohn tendono ad andare incontro a morte precoce, necrosi, per cui la mucosa può ulcerarsi e, sotto di essa, possono formarsi delle fistole che a loro volta possono mettere in connessione tra loro anse differenti dell’intestino e finanche altri organi limitrofi, e a volte queste fistole possono essere anche di notevole lunghezza fino ad interessare anche parti esterne del corpo, come l’ombelico, regione glutea e altro ancora. Insomma, si tratta di una malattia seria, che anche se curata correttamente, non guarisce del tutto, essendo infatti il morbo di Crohn una patologia cronica. Per cui a fasi di remissione, possono seguire fasi di riacutizzazione.



PanciaLe conseguenze del morbo di Crohn sono molteplici, anche serie, e in particolar modo l’alterazione dei meccanismi di assorbimento di diverse sostanze, condizione che provoca una serie di altri disturbi, come il ischio di produrre calcoli, osteoporosi per il mancato assorbimento di calcio e vitamina D, e così via. Tra i vari fastidi vi è anche il rallentamento dei tempi di reazione del cervello, come dimostrato da una ricerca condotta dal gastroenterologo Daniel van Langenberg della Monash University di Victoria, in Australia. La ricerca ha infatti dimostrato che i pazienti affetti dal morbo di Crohn possono essere fino al 10% più lenti rispetto ai soggetti sani.

Addirittura, i soggetti con tasso alcolemico nel sangue superiore ai 0,05 grammi per 100 millilitri, limite consentito da quasi tutti i codici della strada europei, sono più pronti dei pazienti affetti dal morbo di Crohn. La stessa ricerca ha inoltre dimostrato che questi pazienti sono più facilmente depressi, con problemi del sonno, problemi che si esplicitano anche con una minore capacità cognitiva. Questi sintomi, a detta dell’autore della ricerca, sarebbero legati ad un aumento dell’attività infiammatoria a carico del cervello, con conseguente rallentamento dei tempi di reazione.

Insomma, il morbo di Crohn, già di per sé molto impegnativo per i pazienti che ne sono afflitti, rappresenta anche un elevato fattore di rischio per coloro che svolgono delle attività lavorative che richiedono una particolare attenzione e una prontezza dei tempi Disorientamentodi reazione. Ciò vuol dire che anche il guidare una qualsiasi autovettura può rappresentare un pericolo per questi pazienti, proprio per il fatto che i loro tempi di reazione possono essere sensibilmente rallentati rispetto al normale. Altri sintomi possono essere una certa difficoltà di concentrazione, pensieri offuscati, difficoltà a ricordare qualsiasi cosa, e così via. Questi sintomi sembrerebbero essere correlati anche al dolore addominale e all’affaticabilità, sintomi tipici della malattia di Crohn.

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