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Leggere allunga la vita, è stato dimostrato che…

Leggere fa bene, stimola il cervello, una ricerca di qualche tempo fa aveva dimostrato che stimola le connessioni neuronali, ma non solo, perché fa bene anche alla conoscenza.

di Daniele Lisi

25 Agosto 2016

LeggereLeggere allunga la vita, è stato dimostrato che coloro che dedicano un po’ del loro tempo alla lettura vivono anche un paio di anni in più rispetto a chi invece non lo fa. Leggere fa bene, stimola il cervello, una ricerca di qualche tempo fa aveva dimostrato che stimola le connessioni neuronali, ma non solo, perché fa bene anche alla conoscenza. Leggere è anche una eccellente palestra per imparare a scrivere, lo dicevano e lo dicono ancora i professori del liceo e di un po’ tutti i gradi di istruzione, ed è vero. Del resto, basta provare per rendersene conto. Chi è abituato a leggere ha una facilità di scrittura maggiore, sa costruire meglio il periodo, riesce ad esprimersi meglio e questo lo si riscontra anche quando si discute di un qualsiasi argomento. Senza poi contare che si acquisiscono una serie di informazioni e conoscenze che prima non si avevano, a prescindere da ciò che si legge. Ovviamente, chi legge solo romanzi acquisisce meno informazioni rispetto a chi legge riviste divulgative o anche solo quotidiani, a chi legge testi di storia, di geografia, di viaggi o che trattano argomenti scientifici.

Ma a parte questi vantaggi che la lettura è in grado di assicurare, sembra che a giovarne sia anche la vita, o meglio, l’aspettativa di vita. Un recente studio condotto dai ricercatori della School of Public Health dell’Università di Yale, negli Stati Uniti e pubblicata sulla rivista Social Science & Medicine ha potuto rilevare che chi legge almeno 3,5 ore a settimana ha il 17% in meno di probabilità di morire prematuramente, percentuale che sale addirittura a 23% per coloro che leggono più di 3,5 ore a settimana, un motivo in più per dedicare un po’ del proprio tempo alla lettura che, oltre tutto, è una attività piacevolissima.

Leggere libroL’Italia è uno dei paesi europei in cui si legge meno, un primato che conserva da decenni e che sembra non avere intenzione di farsi soffiare da altri. Secondo recenti rivelazioni ISTAT che risalgono al 2015, quindi l’anno scorso, solo il 42% degli italiani ha letto almeno un libro in un anno, inoltre una famiglia su dieci non ha in casa nemmeno un libro. Va anche detto che queste rilevazioni non sembrano tenere conto del fatto che oggi è possibile leggere anche online, su internet, ma è pur vero che il fascino della carta stampata è tutta un’altra cosa.

Vi sono persone che, pur potendo aggiornarsi professionalmente direttamente su internet, si sentono a loro agio solo quando possono farlo leggendo un testo, un classico libro che oltre tutto ha il vantaggio di farti compagnia ovunque, nei momenti più diversi della giornata. Lo studio citato in precedenza ha preso in esame 3600 persone volontarie facenti parte di una grossa banca dati di americani con più di 50 anni di età, la Health and Retirement Study. Questi soggetti sono stati seguiti per 12 anni, monitorando sempre le loro abitudini in fatto di lettura, e i risultati sono stati quelli citati in precedenza.

Ma quali sono i meccanismi che consentono ai lettori di poter contare su di una aspettativa di vita migliore? La ricerca non ha dato una risposta certa a questo quesito, tuttavia gli autori dello Club del librostudio ipotizzano che la lettura influisca positivamente sull’empatia, quindi sulla capacità di entrare più facilmente in contatto con altre persone, sull’umore in quanto la lettura distende, rilassa, apporta dei benefici cognitivi e migliora la connettività delle cellule del cervello. Del resto è noto da tempo che per mantenersi giovani, per allontanare il rischio di malattie degenerative quali Alzheimer e Parkinson è bene mantenere il cervello in allenamento, leggendo e aggiornandosi o imparando una lingua straniera.

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