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Quante Volte al Giorno fai la Pipì? Stai bene se…

La minzione è qualcosa di estremamente soggettivo, dipende non solo dal fisico, dalle dimensioni e dalla sensibilità della vescica, ma anche dall’alimentazione, da quanto si beve durante la giornata, e altro ancora.

di Daniele Lisi

13 Luglio 2016





MinzioneQuante Volte al Giorno fai la Pipì? Stai bene se non superi le 11 volte al giorno, è quanto dicono gli esperti. Del resto la minzione è qualcosa di estremamente soggettivo, nel senso che dipende non solo dal fisico, dalle dimensioni e dalla sensibilità della vescica, ma anche dall’alimentazione, da quanto si beve durante la giornata, dalla intensità o meno della sudorazione, e via dicendo. Non esiste quindi un numero di volte fisso, diciamo così, tuttavia tra le 4 e le 7 volte al giorno dovrebbe rientrare nella media, nella normalità. L’urina è un prodotto di scarto liquido del metabolismo e si origina nei reni che hanno il compito di filtrare il sangue, per cui è composta da tutto ciò che deve essere eliminato dall’organismo, quindi acqua in eccesso, scorie, tossine, urea, Sali e anche ammoniaca. Quest’ultima di norma è in quantità infinitesimale, perché altrimenti si avvertirebbe il suo forte ed inconfondibile odore nell’atto della minzione. Può capitare chi ciò si verifichi in particolari circostanze, anche se si tratta di situazioni del tutto particolari. Una alimentazione troppo ricca di proteine solitamente determina un intenso lavoro dei reni, tanto è vero che le diete iperproteiche sono sconsigliate ai soggetti con problemi renali.

Come detto in precedenza, la minzione, o meglio, la sua frequenza è un fatto estremamente soggettivo e oltre tutto soggetto ad una serie di variabili che ne determinano il numero. Vi sono persone che hanno una vescica particolarmente sensibile per cui al minimo stimolo avvertono l’urgenza di urinare, come invece vi sono altre persone che possono trattenerla anche a lungo prima di doversi recare in bagno. Tuttavia, trattenerla fino ad avvertire dolore o bruciore è decisamente sbagliato perché potrebbe avere delle conseguenze anche non trascurabili sulla salute della vescica, come una infezione urinaria.



Frutta e verduraVi sono poi alimenti o bevande che favoriscono la minzione in quanto sono leggermente irritanti, come il caffè, l’alcol, il cioccolato, il peperoncino, il pepe e altre spezie irritanti quali, ad esempio, il Curry, tanto è vero che questi alimenti e bevande sono sconsigliati a coloro che hanno problemi urinari. Inoltre è da tener presente che l’accumulo dei liquidi nell’organismo non e dovuto solo all’acqua o anche ad altre bevande, ma anche a cibi solidi che sono ricchi di acqua come ad esempio frutta e verdura, alcune poi in modo particolare, per cui è evidente che la frequenza della minzione dipende fortemente dall’alimentazione.

Quindi non vi è da preoccuparsi se si fa pipì più di 7 volte al giorno, tuttavia la cosa potrebbe cominciare ad essere più seria se si è costretti a recarsi in bagno oltre il limite delle 11 volte al giorno. In quel caso potrebbe trattarsi di una vescica iperattiva o, se la minzione a accompagnata da bruciore e dolore, potrebbe trattarsi di una infezione alle vie urinarie per cui è necessario consultare il proprio medico. Per gli uomini poi la questione è ancora più complessa e delicata, in particolar modo quando i problemi cominciano a farsi avvertire dopo i 50 anni.

In quel caso potrebbe trattarsi di un problema di prostata, un problema assai comune negli uomini oltre una certa età. Di norma si potrebbe trattare di una Urologoipertrofia prostatica benigna, tuttavia visto che il cancro alla prostata è una delle principali cause di morte per gli uomini dopo una certa età, è necessario, se si avverte frequenza e urgenza nella minzione, se questa è caratterizzata da un flusso assai debole, se accompagnata da bruciore o dolore, consultare il proprio medico, o meglio, direttamente un urologo e sottoporsi ad un controllo della prostata, esame cui ci si dovrebbe sottoporre comunque, e con una certa frequenza, una volta raggiunti i 50 anni.

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