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Cosa Fare (e Non Fare) in Caso di Punture da Api, Vespe o Calabroni

Si tratta di insetti fondamentali per l’ecosistema e per l’impollinazione, tuttavia in questo periodo dell’anno possono risultare assai fastidiosi, se non di più.

di Daniele Lisi

16 Giugno 2016





Vespe cartonaieCosa Fare (e Non Fare) in Caso di Punture da Api, Vespe o Calabroni, per non essere colti impreparati ora che questi insetti cominciano ad essere sempre più presenti nell’aria. Si tratta di insetti fondamentali per l’ecosistema e per l’impollinazione, tuttavia in questo periodo dell’anno possono risultare assai fastidiosi, se non di più, in particolare per le persone allergiche che potrebbero correre anche seri rischi. Lo shock anafilattico è infatti sempre dietro l’angolo, e potrebbe colpire anche soggetti che fino a quel momento non avevano manifestato alcuna reazione allergica. È bene quindi sapere cosa fare e soprattutto quando è il caso di preoccuparsi, anche se il primo consiglio è quello di non farsi mai prendere dal panico, una reazione a volte anche giustificata, in particolar modo se si viene punti contemporaneamente da più insetti. Nel nostro paese 8 soggetti su cento possono andare incontro ad una reazione allergica che in casi estremi può anche risultare fatale. È bene quindi, come detto in precedenza, sapere esattamente come comportarsi in modo da ridurre sensibilmente il rischio shock anafilattico, o anche semplicemente una complicazione di carattere infiammatoria.

Il modo migliore per difendersi è quello di cercare di prevenire eventuali attacchi da parte di questi insetti. Alcuni comportamenti infatti non farebbero che attirarli per cui, in primo luogo, se si vede uno di questi insetti nelle immediate vicinanze bisogna allontanarsi lentamente, senza fare gesti inconsulti, agitare le braccia o gridare perché così facendo non si farebbe altro che spaventare gli insetti che, sentendosi minacciati, potrebbero diventare più aggressivi. Quindi, restare calmi e cercare di allontanarsi senza correre. Anche l’abbigliamento ha la sua importanza. È necessario evitare, se si va in campagna, abiti dai colori vivaci, con decorazioni floreali o similari e anche evitare di utilizzare profumi dolci e intensi.



Eliminare pungiglioneQuando si mangia all’aperto è necessario porre particolare attenzione a ciò che si ingerisce in quanto per errore si potrebbe inserire in bocca una vespa che semmai si è tuffata nell’insalata, con conseguenze che possono essere anche molto gravi. Stesso discorso per alcuni frutti particolarmente dolci, come i fichi, che sono particolarmente graditi a questi insetti, per cui mai mettere in bocca un fico intero, come spesso accade, ma aprirlo prima di consumarlo per accertarsi che non vi siano ospiti indesiderati e pericolosi al suo interno. Fare attenzione anche a bibite dolci e gassate che possono attirare vespe e calabroni.

Se nonostante le varie precauzioni adottate si viene punti da uno di questi insetti perché semmai si è passati inavvertitamente nelle vicinanze di un loro nido, la prima cosa da fare è quella di togliere immediatamente il pungiglione, se presente, aiutandosi con le unghie o con un cartoncino rigido tipo carta di credito eseguendo un movimento dal basso verso l’alto. Se si incontrano delle difficoltà, utilizzare una pinzetta, o anche un ago sterilizzato come quando ci si libera da una scheggia di legno. L’operazione va eseguita il prima possibile per limitare l’entrata in circolo del veleno. Subito dopo applicare del ghiaccio o anche una lattina ben fredda.

In genere queste operazioni sono sufficienti, tuttavia in presenza di reazioni locali che durano più di 24 ore, come per esempio il gonfiore che dalla mano si trasferisce anche al polso, è necessario contattare il medico. In caso di malessere generale, vertigini, abbassamento notevole della pressione, nausea, vomito, diarrea, dolori addominali, perdita di conoscenza, è necessario recarsi o trasportare il soggetto colpito nel più breve tempo possibile al più vicino pronto soccorso in quanto il rischio di shock anafilattico è elevato. Questa reazione estrema non è altro che una Punturavasodilatazione che determina un repentino e severo abbassamento della pressione con perdita di conoscenza, e può portare anche alla morte.

Per fortuna, per prevenire anche queste gravi reazioni allergiche esiste un vaccino, oggi completamente gratuito solo in alcune regioni d’Italia. Consiste in una serie di piccole punture sul braccio da eseguire in sedute ravvicinate per un mese e così si ottiene una copertura totale. Il vaccino andrebbe ripetuto per almeno 5 anni così da rimanere protetti per tutta la vita.

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